L'esecutivo rinuncia ai tagli già formalmente annunciati ai sindacati

Riforma dello stato, contrordine: le 23 prefetture in bilico non si aboliscono. Il Governo cede alle pressioni locali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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I ministri madia e Alfano

I ministri madia e Alfano

ROMA – Non m’illudo certo che siano stati i miei articoli pubblicati su Firenzepost a far riflettere il Governo; sicuramente sono stati più efficaci gli appelli di politici, categorie economiche, vescovi (ad esempio quello di Prato) ma sta di fatto che Alfano e c. sembrano aver fatto marcia indietro per quanto riguarda l’eliminazione di 23 prefetture.

TAGLIO – II taglio era stato indicato nero su bianco su una bozza di decreto messa a punto dal ministero dell`Interno ed inviata lo scorso 9 settembre ai sindacati: 23 prefetture dovevano sparire, in nome della spending review. Adesso il dietrofront: i ministri dell`Interno, Angelino Alfano e della Funzione pubblica, Marianna Madia, hanno incontrato un gruppo trasversale di parlamentari di varie regioni e di vari schieramenti, costituito proprio per opporsi alla sforbiciata degli Uffici territoriali di Governo e li hanno rassicurati: non c`è nessuna lista di prefetture destinate a sparire, si cercherà di ottenere in altro modo i risparmi che sarebbero arrivati per quella via.

SINDACATI – Ma i sindacati sono come San Tommaso, finché non vedono formalizzato il dietrofront non ci credono. Si tratta di «parole non vere», affermano Fp Cgil, CisI Fp e Uil Pa, che sostengono di avere ricevuto finora soltanto l`elenco delle sedi da chiudere e confermano le iniziative di protesta finché la decisione di soprassedere non sarà ufficialmente comunicata.

RIPENSAMENTO – In effetti si tratta di un ripensamento doveroso. Le riforme in atto, anche a livello locale, postulano che la riorganizzazione del quadro territoriale convolga, se del caso, sia gli uffici statali che quelli degli enti locali, con determinazione di aree omogenee che debbono valere per tutte le istituzioni pubbliche. Soppressioni, limitazioni, definizioni di nuovi confini e di nuove competenze debbono essere frutto di un disegno politico e costituzionale equilibrato e non possono essere dettate dall’emozione del momento, come spesso è accaduto fino ad oggi. Questo susseguirsi di annunci e smentite non è certo indice di serietà per questo governo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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