Polemica fra la madre e il ministro Giannini

Studente di Cecina muore a Milano: si indaga su chi ha venduto droga ai ragazzi

di Redazione - - Cronaca

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Agenti della Polizia scientifica efftettuano rilievi nella stanza dell'Hotel Camplus Living Turro in via Stamira d'Ancona a Milano dove alloggiava uno studente di 17 anni che è stato trovato morto dopo essere precipitato dalla finestra della stessa camera al sesto piano,  15 ottobre 2015. ANSA / MATTEO BAZZI

I rilievi della Polizia scientifica sulla finestra da cui è precipitato Elia

MILANO – Un fascicolo di indagine con le ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti, allo stato a carico ignoti. Lo ha aperto la procura di Milano per il caso di Elia Barbetti, il ragazzo di Cecina (Livorno) di 17 anni che è morto dopo essere precipitato da una finestra al 6° piano dell’albergo dove si trovava per una gita scolastica all’Expo, attorno alle 3 del mattino di ieri 15 ottobre.

MARIJUANA – Gli inquirenti stanno indagando su chi può aver venduto le dosi di stupefacenti (marijuana) trovate in camera, dopo che i compagni di Elia hanno ammesso di aver fumato la droga. La sostanza potrebbe aver provocato il malore del ragazzo e la sua caduta. Gli investigatori della Squadra mobile sono coordinati dal procuratore aggiunto di Milano, Alberto Nobili, e dal pm Piero Basilone.

MALORE – Secondo i primi accertamenti, il giovane si sarebbe sporto per prendere una boccata d’aria dalla finestra della camera al sesto piano, che ha un parapetto basso (poco più di un metro) in relazione alla sua altezza di 1 metro e 80 centimetri, e sarebbe precipitato forse per un malore o per uno svenimento. Il cadavere è stato trovato a cinque metri dal muro dell’albergo sul quale il corpo ha sbattuto prima di precipitare a una distanza valutata compatibile per ampiezza con l’altezza della caduta.

AUTOPSIA – Domani, 17 ottobre, sarà effettuata l’autopsia sul cadavere di Elia. Occorre fare chiarezza su quale fosse la situazione psicofisica del ragazzo: se avesse, cioè, assunto alcolici e sostanze stupefacenti, e di che tipo, e se abbia avuto un malore e di che genere prima della caduta.

LA MAMMA – In un’intervista al Corriere Fiorentino, oggi 15 ottobre, Sara Rabà, madre di Elia Barbetti, si scaglia contro gli insegnanti: «E’ vergognoso che un ragazzino di 17 anni vada due giorni a Milano e poi non torni più nella sua casa a San Vincenzo – dice -. E se le insegnanti non sono in grado di portare una scolaresca in gita allora forse non è il caso di andare in gita, perché i ragazzi di oggi non sono i ragazzi degli anni Sessanta». «Mi aspetto che le indagini siano fatte nel migliore nei modi», aggiunge la mamma di Elia. «Farò qualsiasi cosa per capire cosa è successo e andrò fino in fondo», aggiunge.

IL MINISTRO – Secca la replica, a distanza, del ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini: «Le gite scolastiche non sono in discussione, non sono queste organizzazioni le cause di questi drammi». La tragedia di Elia «E’ come quello dello studente di Padova, un nuovo episodio drammatico che non deve diventare una macchia per tutto il sistema». «Purtroppo insegnanti e dirigenti scolastici sono spettatori passivi di queste tragedie – insiste il ministro – . Dobbiamo essere lucidi nel valutare i fatti: si tratta della gestione della libertà dei ragazzi, della loro autonomia. Gli strumenti educativi devono riguardare anche questi aspetti se si è trattato di un episodio dipeso da comportamenti».

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