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Toscana, bilancio 2016 da 8,5 miliardi di euro: l’80% per la sanità. Le tasse non aumentano

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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L'assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli

L’assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli

FIRENZE – La Giunta regionale toscana ha approvato il bilancio 2016: 8 miliardi e 507 milioni, esclusi avanzo e alcune partite tecniche speciali, con la sanità che pesa per l’80%. Un bilancio dove ci sono ancora risparmi e nessun aumento delle tasse principali.

Non sono inseriti gli investimenti, che saranno rinviati ad un emendamento che sarà presentato in Consiglio regionale entro dicembre, prima dell’approvazione definitiva della legge di stabilità. Con l’obbligo del pareggio di bilancio, spiega una nota, gli investimenti rischiano infatti di ridursi di due terzi rispetto solo a due anni fa.

«Abbiamo risparmiato laddove era possibile e non era facile, dopo averlo fatto negli anni precedenti» spiegano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore al bilancio Vittorio Bugli, presentando la proposta che dopo l’approvazione di oggi 19 ottobre sarà inviata alla valutazione dei sindaci revisori per poi tornare in giunta ed essere girata al Consiglio regionale entro la fine del mese. «Ma abbiamo anche cercato di trovare risorse per sostenere la realizzazione di quelle infrastrutture capaci di renderci più competitivi» aggiungono. Darsena Europa a Livorno, Piombino e raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca in primis, viabilità regionale e difesa del suolo a seguire.

«Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato per far fronte all’impossibilità, rispetto all’anno scorso, di utilizzare i fondi Fas per il pareggio di bilancio – spiega Bugli – cercando in tutti i modi di non aumentare la pressione fiscale in un momento in cui il governo nazionale lancia la sfida al Paese per ripartire. Abbiamo agito per riorganizzare al meglio l’utilizzo dei fondi comunitari recuperando quelli non particolarmente attivi. Abbiamo spulciato voce dopo voce e recuperato altri 25 milioni sui costi di gestione dopo i risparmi più che importanti ottenuti l’anno scorso».

Il bilancio 2016 alla fine conterà 6 miliardi e 761 milioni per la sanità, 255 milioni di fondi vincolati e 1 miliardo e 491 milioni di bilancio effettivo dell’ente Regione, comprese le funzioni che erano delle Province. I fondi comunitari valgono 411 milioni.

Sul fronte della spesa corrente, la priorità è stata salvaguardare le politiche per l’istruzione e il diritto allo studio, la cultura e il sociale. Nei fondi europei si cercherà invece un sostegno per altre misure e politiche regionali, incluso il progetto Giovanisì lanciato all’inizio della scorsa legislatura. Del resto grazie all’impegno e lo sforzo di compartecipazione, la Toscana per l’attuale settennato potrà contare su 143 milioni in più dei precedenti sette anni, venti milioni in più l’anno. Si punta naturalmente anche ad un ulteriore recupero dell’evasione fiscale, che già buoni frutti ha comunque dato in questi anni.

«Quando abbiamo presentato il documento preliminare – spiega Bugli – avevamo detto che per chiudere in equilibrio il bilancio servivano 120-130 milioni. Ne abbiamo recuperati 25 attraverso un diverso utilizzo dei fondi europei a vantaggio di politiche regionali, 8 dall’aumento dell’imposta sui canoni demaniali e 2 da un adeguamento di aliquote provinciali. Venticinque sono il frutto di risparmi nei costi di gestione, frutto della spending review già avviata e che proseguirà». Risorse che arriveranno anche dai 260 dipendenti della Regione che entro il prossimo anno andranno in pensione anticipata e non saranno sostituiti, un dipendente su dieci e molti dirigenti, anche se i maggiori risparmi si vedranno dal 2017. Risorse che arriveranno anche dalla riduzione di assessori e consiglieri, che c’è già stata a giugno e nel 2016 varrà per l’intero anno.

«Altri 25 milioni li abbiamo invece recuperati – prosegue l’assessore – dai fondi di rotazione destinati a politiche di sostegno al credito e sostituiti da analoga espansione del microcredito e da politiche di promozione, 7 dalla revisione del trasporto pubblico locale, 4 dall’ottimizzazione della manutenzione delle strade regionali e 9 frutto di altri piccoli risparmi e minori trasferimenti ad alcuni enti». Mancavano a questo punto, per la quadratura del cerchio, ancora venticinque milioni. «La nostra proposta al Consiglio è di coprirli – dice l’assessore – e farlo con metà dei cinquanta milioni che ci sono stati riconosciuti dal governo come premio per gli standard raggiunti, tra i primi in Italia, sul trasporto pubblico locale e che presto ci saranno trasferiti».

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