La precisazione del governo

Canone Rai: pagherà in bolletta Enel chi ha radio o tv. Non chi possiede solo smartphone, tablet o pc

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Canone Rai in bolletta

Canone Rai in bolletta

ROMA – Nuove precisazioni del Governo in merito al balletto del pagamento del canone Rai in bolletta. “Rimane l’impianto della normativa in vigore. E’ il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device. Nella norma abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica per l’abitazione in cui si è residenti. Questo è il presupposto, in futuro vedremo per prendere in esame l’evoluzione tecnologica” Lo ha detto il sottosegretario Antonello Giacomelli a 24Mattino su Radio 24 e ha aggiunto: “Secondo i dati Istat – ha sottolineato – il 97% degli italiani possiede un televisore. Eppure questo non emerge dai dati sul pagamento del canone”. Alla domanda del conduttore di Radio 24 Alessandro Milan se anche chi ha una radio debba pagare il canone, Giacomelli risponde: “Secondo me non è importante quello che uno ascolta e come fruisce. Il requisito rimane lo stesso, il possesso di un apparecchio atto a ricevere. Sono esclusi, al momento, computer, tablet e smartphone”.

Ha inoltre precisato: “Dichiarare falsamente che non si possiede un televisore per non pagare il canone Rai “sarà reato, ma non perché modifichiamo qualcosa. Il decreto del 2000 già dice che la certificazione di un dato falso è reato. Nella legge di stabilità esplicitiamo che vale quella regola”. Giacomelli ha anche assicurato che “non succede niente, non c’è un condono. E’ la fotografia della situazione attuale. Abbiamo un’evasione del 30% che è tollerata e in un  paese per bene non deve accadere. Si può discutere se sia legittimo, opportuno o giusto che ci sia un canone per il  servizio pubblico. Però che si tolleri un’evasione del 30% trovo non sia giusto per quel 70% che paga”. La sanzione per il  mancato pagamento del canone, spiega Giacomelli, “c’è già ed è da due a sei volte” la somma dovuta. “C’era un’idea del Mef -spiega ancora il sottosegretario – di togliere questa forbice e stabilire che la sanzione era di 5 volte la somma dovuta. Non c’è una soluzione già stabilita, sarà il Parlamento a decidere con la legge di Stabilità”.

 

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Camillo Cipriani

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