Altre limitazioni alle assunzioni

Pubblica amministrazione: turn over ridotto al 25%. Protestano i comuni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Palazzo Chigi, sede del Governo italiano

Palazzo Chigi, sede del Governo italiano

ROMA – Il testo definitivo della manovra, presentato al Quirinale, contiene un’altra importante novità: il turnover nella Pubblica amministrazione, per il triennio 2016-2018 si assottiglia scendendo al 25% della spesa del personale pensionato l’anno precedente. È una percentuale più ristretta sia rispetto alla situazione attuale (60% il 2016, 80% in 2017 e 100% in 2018) che alle precedenti bozze.

DIRIGENTI – Le soglie valgono per tutta la P.A. centrale, ovvero per le amministrazioni statali, le agenzie, gli enti pubblici non economici (come Inps o Inail) e si riferiscono alle assunzioni a tempo indeterminato del personale nel suo complesso. Fanno però eccezione i dirigenti, per loro le soglie sono diverse e nel 2018 ci sarà lo sblocco totale del turnover (50% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018).

ENTI LOCALI – Per le amministrazioni locali le percentuali di ricambio sono relative solo al 2017 e al 2018, con il limite sempre fissato al 25%. La stretta riguarda anche i compensi, con le risorse destinate al trattamento accessorio del personale, anche dirigenziale, congelate, a partire dal 2016, all’importo stanziato per quest’anno.

ANCI – Si leva subito la protesta dell’Anci, l’Associazione dei comuni d’Italia. «Dalle indiscrezioni della stampa si apprende che nelle bozze in circolazione della legge di stabilità sarebbe prevista una drastica riduzione del turnover di personale nel comparto pubblico per i prossimi tre anni. Tale previsione, che può risultare giustificata dalla prospettiva dello snellimento degli apparati burocratici centrali, sarebbe invece ingiustificata e particolarmente critica per i Comuni», dichiara il vicepresidente Anci con delega al Personale Umberto Di Primio, Sindaco di Chieti. E aggiunge: «La previsione della riduzione del turnover al 25% delle cessazioni metterebbe in grave difficoltà i Comuni, impedendo di dare seguito a una programmazione dei fabbisogni strettamente connessa all’erogazione dei servizi alla cittadinanza. Ciò in una fase particolarmente complessa, stante anche il processo di ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province, che ha già determinato un sostanziale blocco delle assunzioni nel 2015».

Come al solito ogni ente, categoria, associazione accetta di buon grado i sacrifici per gli altri, ma respinge quelli che la coinvolgono.

 

 

 

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Camillo Cipriani

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