Ecco le ragioni del provvedimento del prefetto Giuffrida

Calcio: i tifosi della Roma possono venire a Firenze. Quelli del Frosinone no

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Sport

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Tifo_frosinone

Saranno presenti circa 2.500 tifosi della Roma per l’attesissima partita Fiorentina – Roma. Forse anche alcune centinaia di più. Poi si viene a sapere che, su indicazione degli organismi competenti del Ministero dell’Interno, il prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, ha vietato la trasferta nella nostra città ai tifosi del Frosinone, in programma il 1 novembre al Franchi. Perché questa diversità di trattamento?

TIFOSI – Molti non hanno compreso la decisione, pensando che gli oltre duemila tifosi romanisti possano rappresentare un pericolo maggiore per l’ordine pubblico, rispetto a poche centinaia di tifosi ciociari. Ma occorre rilevare che le Autorità di pubblica sicurezza a livello centrale non compiono una valutazione di carattere assoluto, valida indefinitamente, ma solo riferita alla situazione del momento, del recente passato. Si tratta dell’esame del rischio potenziale di alcune tifoserie effettuato – settimanalmente –  da due organismi centrali aventi sede presso il Ministero dell’Interno, il cui parere è decisivo per i successivi provvedimenti dei prefetti, che difficilmente si discostano dal parere ministeriale.

PARERI – Infatti per la decisione relativa ai tifosi del Frosinone sono state essenziali le valutazioni espresse in due successivi incontri romani. Il primo dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive cui è affidato il compito di coordinamento centrale delle iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio che, nella sua riunione del 21 ottobre 2015, ha valutato ad “alto profilo di rischio” l’incontro di calcio Fiorentina-Frosinone. Questo in considerazione dei comportamenti posti in essere dalla tifoseria ciociara in ambito ferroviario in occasione della gara Lazio- Frosinone del 4 ottobre 2015. Sulla base di questa decisione si è arrivati alla successiva determinazione del 22 ottobre 2015 del Comitato Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive , che opera presso lo stesso ministero, il quale, confermando quanto indicato dall’Osservatorio e classificando quindi la partita di rischio elevato, ha sottoposto alla valutazione del prefetto – cui spetta la decisione finale – sentito il Questore, la possibilità di adottare il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lazio. Il prefetto ha correttamente seguito l’indicazione ministeriale.

FROSINONE – Contro il provvedimento di Alessio Giuffrida è sceso in campo il Senatore del Partito democratico, Francesco Scalia il quale chiede che il provvedimento sia mitigato e, in rispetto dell’ordine pubblico, venga comunque permessa la trasferta della tifoseria canarina a Firenze. Il parlamentare afferma: “Non voglio mettere in discussione decisioni che fondano principalmente, mi sembra di capire, su una relazione delle Ferrovie dello Stato a proposito del rientro non proprio corretto di pochissimi tifosi del Frosinone dall’incontro con la Lazio del 4 ottobre scorso. Ma devo ricordare che all’incontro dell’Olimpico presero parte ben 4500 sostenitori dei gialloazzurri in un clima festoso e sanamente sportivo, che non può essere assolutamente oscurato dai comportamenti di un manipolo di facinorosi. Penso, quindi, che, pur in ossequio delle norme di contenimento della violenza e di isolamento di quelli che la praticano, alle quali abbiamo creduto e continuiamo a credere in rispetto prima di tutto dello sport, il divieto totale per i residenti laziali di assistere all’incontro del “Franchi” sia eccessivo e penalizzante.”

SINDACO – Immediate le proteste anche del sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, che ha detto la sua sulla decisione dell’Osservatorio Nazionale di vietare la trasferta di Firenze ai tifosi ciociari: “Mi sono attivato e ho chiesto all’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni Sportive tramite una istanza formale di rivedere il provvedimento adottato o per lo meno di mitigarlo tenuto conto della necessità di non generalizzare quelle che possono essere delle questioni relative ai singoli e quindi di non riportarle a quella che è la collettività e soprattutto la generalità del tifo giallazzurro.”

Non credo però che queste richieste siano destinate a buon fine. Bene o male, giusto o sbagliato, è questo il sistema di valutazione dei rischi potenziali derivanti dalle trasferte dei supporters di calcio e soprattutto delle frange ultrà. Se, per esempio, fosse stata la tifoseria giallorossa a causare incidenti rilevanti nel periodo immediatamente precedente al match con i viola, lo stesso divieto sarebbe toccato ai romanisti. Non si pensi quindi che si agisca sulla base di una valutazione dell’importanza o del peso delle squadre o delle tifoserie. Ci si riferisce invece a parametri riconosciuti a livello ministeriale.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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