In Costa Azzurra

Viareggio, Daniele Franceschi morì in carcere in Francia: infermiera assolta

di Domenico Coviello - - Cronaca

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Ancora troppi misteri sulla morte in carcere del viareggino Daniele Franceschi

Ancora troppi misteri sulla morte in carcere del viareggino Daniele Franceschi

AIX-EN-PROVENCE – Cira Antignano, mamma «coraggio» di Viareggio, è sconvolta. La Corte d’appello di Aix-en-Provence ha ribaltato, oggi 26 ottobre, la sentenza di primo grado del processo per la morte in carcere di suo figlio Daniele Franceschi, e ha assolto Stephanie Colonna, l’infermiera del penitenziario francese di Grasse condannata in prima istanza a un anno di reclusione per omicidio involontario (il corrispondente francese dell’omicidio colposo).

Lo scorso 21 settembre il procuratore generale Ibes Granger aveva chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado per la Colonna, e perfino l’interdizione perpetua dalla professione: tutto inutile.

Il verdetto di oggi, pronunciato nel primo pomeriggio, getta dunque un’ulteriore ombra sul decesso in cella dell’operaio viareggino di 33 anni morto il 25 agosto del 2010 in circostanze ancora da chiarire nel carcere della Costa Azzurra, dove il giovane italiano era stato rinchiuso in attesa di giudizio per una storia di carte di credito rubate.

Al processo di primo grado una seconda infermiera in servizio nel carcere di Grasse, Francoise Boselli, era stata assolta, mentre un medico dell’ospedale di Grasse, Jean Paul Estrade, era stato condannato a un anno di reclusione, sentenza contro la quale quest’ultimo non ha presentato appello.

I legali della famiglia Franceschi, presenti in tribunale a Aix-en-Provence, hanno dichiarato che faranno ricorso. E hanno ribadito che Cira Antignano sollecita che tornino in Italia gli organi del figlio di cui attende notizie nonostante le varie promesse che ha avuto anche dalle istituzioni francesi nel corso di questi anni.

«L’assoluzione dell’infermiera dopo che la sentenza di primo grado ne aveva riconosciuto le responsabilità – spiega l’avvocato Aldo Lasagna – lascia sconcertati. Aspettiamo le motivazioni della sentenza che saranno rese note solo nelle prossime settimane, ma già stiamo predisponendo gli atti per ricorrere in Cassazione. Una scelta che ci auguriamo faccia anche il procuratore francese che ha sostenuto l’accusa».

 

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Domenico Coviello

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