La proposta: un convegno, a Firenze, fra oncologi e macellai

Carne rossa e Oms: giù le mani dalla bistecca fiorentina

di Nico Gronchi - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

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Bistecca, Firenze paradiso di buongustai per i viaggiatori

Bistecca alla fiorentina

Dopo la parentesi della “mucca pazza” e la crisi economica degli ultimi anni, un’altra  mazzata, forse ancora più devastante si sta abbattendo, in queste ore, sulle piccole e medie imprese al dettaglio carni. Ma anche sui consumatori. Esterrefatti.  L’Organizzazione mondiale della sanità, com’è noto, inserisce le carni rosse tra le sostanze che possono causare il cancro e, come intuibile, si scatena il finimondo.  Anche nelle macellerie fiorentine e dell’hinterland tutti a chiedere lumi ed informazioni sull’origine e la provenienza del prodotto, il consumo consigliato, la veridicità di alcune notizie apprese in tv, sui giornali o su Internet. Bene: al di là di tutti gli approfondimenti che faremo, io dico una cosa: giù le mani dalla bistecca. Il nostro simbolo alimentare, la “fiorentina” non può essere messo in discussione. Nessun medico si è mai sognato di vietare il pezzo di carne fresca, tagliata con l’osso, come fece, per la prima volta intorno all’anno Mille, lo scalchino del marchese Ugo di Toscana. La vicenda della “mucca pazza”, si è visto, è stata solo un allarme svanito. Ora bisogna fare in modo che la verità e il buon gusto, in ogni senso, ottengano di nuovo ragione. 

Per fortuna che medici e oncologi raccomandano prudenza e invitano a non fare facile allarmismo: la carne rossa, se assunta in modo moderato ed intelligente, e comunque nell’ambito di una dieta alimentare equilibrata, non fa assolutamente male. Basterà questo ragionamento a non “mandare al macello”, un intero settore economico e  produttivo ? Chissà….dipende come alcuni messaggi verranno veicolati, a partire dai prossimi giorni, sul territorio nazionale. Noi, non per voler rassicurare nessuno, ma semplicemente perchè abbiamo a cuore i nostri clienti, vorremmo limitarci a due argomenti:

1) Nel caso italiano è la stessa Organizzazione mondiale della sanità a ribadire che i consumi pro capite sono abbondantemente sotto la soglia indicata come pericolosa, attestandosi attorno ai 25 grammi giornalieri. Le nostre produzioni poi si caratterizzano per la bassissima presenza di grassi e additivi, indicati tra i principali agenti cancerogeni.

2) Le produzioni italiane fanno riferimento ad una lunga e consolidata storia gastronomica che vede nella salumeria italiana un punto di eccellenza. Il nostro è tra i principali paesi produttori di salumi a denominazione protetta e controllata, riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea, i cui disciplinari di produzione sono sotto la sorveglianza del Ministero delle Politiche agricole, oltre che ai severi controlli della medicina veterinaria pubblica.

Partendo da questi due temi, vorremmo però affrontare la questione con chiarezza, possibilmente una volte per tutte, favorendo il confronto tra le imprese del settore e le grandi professionalità della medicina chiamate ad occuparsi di questi argomenti. Quale città, se non Firenze, da sempre Capitale della “Ciccia” e dei “Beccai”, può candidarsi ad ospitare una simile iniziativa?

 

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Nico Gronchi

Nico Gronchi

Presidente Confesercenti Toscana

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