Danno incalcolabile alla biodiversità marina del Mediterraneo

Isola di Capraia, Cerniopoli: sterminate le cernie brune nel paradiso dei sub (VIDEO)

di Domenico Coviello - - Cronaca, Primo piano

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LIVORNO – Entro breve tempo l’area di Cerniopoli, considerata il «paradiso dei sub» nel mare dell’Isola di Capraia, avrebbe «finalmente trovato l’ufficialità, con la nuova zonazione» che prevede il divieto di pesca.

Ma, proprio alla vigilia di questo fondamentale passo in avanti verso la protezione della fauna marina più pregiata dell’Arcipelago toscano, ben 11 cernie brune del sito Cerniopoli – un luogo di rara bellezza in tutto il Mediterraneo, come dimostra il video del canale Youtube di Massimo Dazzan che vi proponiamo – sono state uccise. E adesso delle due grandi famiglie di pesci che caratterizzavano quell’area rimangono solo quattro esemplari.

A darne notizia – si spiega dal Parco dell’Arcipelago toscano – è stato Fabio Mazzeri, assessore di Capraia e istruttore subacqueo, a cui si deve anche il nome Cerniopoli. «Abbiamo fatto di tutto per accelerare i tempi della nuova zonazione – commenta Giampiero Sammuri, presidente del Parco – ma non siamo arrivati in tempo. Questo è un danno enorme alla biodiversità e all’immagine dell’isola che stiamo cercando di valorizzare con il turismo sostenibile».

Capraia, la cernia Tina, uccisa insieme ad altre dieci dai bracconieri

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«Per 13 anni sono riuscito con grande fatica, – spiega Mazzei – prima a tenerla segreta e poi, diventato il sito più richiesto dal turismo subacqueo, a tutelarlo con le mie forze. Nove anni fa Donatella Bianchi ci volle fare la prima delle 5 puntate di Linea Blu, seguita da Pianeta Mare di Tessa Gelisio. La pubblicità è stata un arma a doppio taglio, creando invidie e stuzzicando bracconieri ed ignoranti. Poi grazie a Sammuri finalmente è iniziato il faticoso percorso di tutela. Ma purtroppo due mesi fa, saputo della imminente ufficialità del Parco a mare e della conseguente chiusura di Cerniopoli, si sono impegnati a distruggerla».

Tra le cernie uccise, Tina e Gaspare, attrazioni principali del sito: «È rimasto per ora Ugo e altre tre cernie ovviamente con caratteri completamente diversi». La nuova zonazione, in corso di istituzione grazie alla collaborazione tra Parco e Comune di Capraia, prevede appunto che nell’area sarà vietata la pesca. Attualmente, si spiega, l’iter di approvazione è nelle mani della Regione Toscana per una richiesta di Vas in quanto variante al piano del Parco. Sammuri spiega di aver cercato di evitare, senza successo la richiesta di Vas, a suo parere «assolutamente senza senso»: la variante «migliora la tutela dell’area».

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Domenico Coviello

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