Il Consiglio di Stato dà ragione ai prefetti

Nozze gay: il Consiglio di Stato annulla le trascrizioni dei sindaci. Legittima la circolare del ministro Alfano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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Il sindaco Marino trascrive le nozze gay

Il sindaco Marino trascrive le nozze gay

ROMA – I Comuni non possono trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. A stabilirlo il Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi contro gli annullamenti disposti dai prefetti, L’appello era stato proposto dal ministero dell’Interno. Per i giudici, il matrimonio è tale solo tra persone di sesso diverso, altrimenti si tratta di un atto «inesistente». In pratica, per il Consiglio di Stato, in Italia il presupposto delle nozze rimane la differenza di sesso. E dunque «il matrimonio omosessuale deve intendersi incapace, nel vigente sistema di regole, di costituire tra le parti lo status giuridico proprio delle persone coniugate proprio in quanto privo dell’indefettibile condizione della diversità di sesso dei nubendi, che il nostro ordinamento configura quale connotazione ontologica essenziale dell’atto di matrimonio».

PREFETTO – La sentenza interviene poi anche su un altro aspetto e cioè sulla legittimità della decisione del prefetto di Roma (all’epoca Giuseppe Pecoraro) di annullare le trascrizioni delle unioni omosessuali all’estero disposte dal sindaco Ignazio Marino. Il Tar aveva negato al prefetto questo potere, «reputando la relativa potestà riservata in via esclusiva al giudice ordinario». Il Consiglio di Stato ribalta la decisione sottolineando il «potere di annullamento gerarchico d’ufficio da parte del prefetto degli atti illegittimi adottati dal sindaco, nella qualità di ufficiale di governo, senza il quale, peraltro, il loro scopo evidente, agevolmente identificabile nell’attribuzione al prefetto di tutti i poteri idonei ad assicurare la corretta gestione della funzione in questione, resterebbe vanificato»

La sentenza infine osserva che “il dibattito politico e culturale in corso in Italia sulle forme e sulle modalità del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali sconsiglia all’interprete qualsiasi forzatura (sempre indebita, ma in questo contesto ancor meno opportuna) nella lettura della normativa di riferimento che, allo stato, esclude, con formulazioni chiare e univoche, qualsivoglia omologazione tra le unioni eterosessuali e quelle omosessuali”.

ALFANO – Esulta il ministro Alfano:”Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione e, dopo un anno- ha concluso – la mia circolare ai prefetti ha avuto il certificato di qualità da parte della più alta Magistratura del Paese.” In pieno disaccordo con la sentenza invece l’avvocatura per i diritti Lgbti (acronimo di Lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali), che intende portare la questione anche davanti alla Corte europea dei diritti umani.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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