Sul piede di guerra

Pubblico impiego, sindacati all’attacco: manifestazione il 28 novembre a Roma. Scioperi in arrivo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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manifestazione statali

ROMA – I sindacati confederali del pubblico impiego, insoddisfatti dello stanziamento per il contratto inserito nella manovra, scenderanno in piazza con una manifestazione nazionale il 28 novembre e si dicono pronti allo sciopero generale. Contestano l’elemosina offerta dal Governo e chiedono un aumento di almeno 150 euro al mese in busta paga, che consenta di recuperare, almeno parzialmente, quanto perso in sei anni di blocco contrattuale.

MINISTERO ECONOMIA – Già i segnali d’inquietudine del personale pubblico, con manifestazioni spontanee sono cominciati già ieri, quando circa 2 mila dipendenti del ministero dell’Economia (che è poi il luogo dove la manovra viene concretamente scritta) hanno protestato, uscendo nei corridoi e nei cortili del palazzo di Via Venti Settembre. Sono sul piede di guerra per la vicenda dei rinnovi contrattuali ma anche per il taglio del salario accessorio realizzato con il recente assestamento di bilancio.

DISTANZE – Le distanze fra richiesta e offerta sono abissali, perché il governo ha stanziato solo 300 milioni per le amministrazioni centrali, indicando come livello di riferimento per i possibili incrementi salariali il 65 per cento dell’indennità di vacanza contrattuale, ovvero della somma che viene concessa in assenza di rinnovo.  I sindacati giudicano questa cifra irrisoria. Già con lo stanziamento di soli 200 milioni di euro, previsto inizialmente, si valkutava un aumento di stipendio pari a circa 5 euro al mese per ogni dipendente, e aver elevato l’ammontare globale a 300 milioni non modifica gran che questa situazione. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale i sindacati vedono nella discussione del contratto, dopo sei anni, l’occasione per recuperare almeno una parte di quanto perso.

AUMENTI – Le confederazioni reclamano quindi un incremento medio di 150 euro al mese. Nel comunicato congiunto i segretari di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa chiedono al governo di «smetterla con le provocazioni». E sembrano disposti a iniziare una campagna di scioperi, in particolare nei servizi pubblici, quelli che creano maggiori disagi per gli utenti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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