Il faticoso (e poco appetibile) adeguamento ai gusti che cambiano

Cucina UE: l’Europarlamento di Strasburgo autorizza a mangiare cavallette, formiche, coccodrilli. Ma la bistecca fiorentina è altra cosa…

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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insetto a tavola

insetto a tavola

STRASBURGO – L’Unione europea si adegua ai tempi che cambiano anche sotto il profilo delle abitudini alimentari, anche se le ultime decisioni faranno rabbrividire gli amanti della buona cucina. Gli europarlamentari, nel corso dell’ultima Assemblea plenaria di Strasburgo, hanno approvato una proposta di regolamento che, se approvata dal Consiglio, semplificherà e armonizzerà le procedure di commercializzazione di nuovi alimenti (il cosiddetto “novel food”). Detta in breve: vogliono farci mangiare cavallette e coccodrilli, ma noi, soprattutto a Firenze, non trairemo la bistecca alla fiorentina per un piatto di formiche.

Tra i cibi interessati dalla proposta – che è stata approvata 359 voti a favore, 202 contrari e 127 astenuti – si annoverano alimenti esotici quali insetti ed alghe ma anche prodotti alimentari frutto di tecnologie innovative (come le nanotecnologie) o preparati utilizzando ingredienti nuovi (tra cui alcuni coloranti). Tra gli alimenti interessati rientrano, in via provvisoria, anche quelli derivati dalla discendenza di animali clonati, in attesa che la Commissione intervenga con una legislazione ad hoc.

Secondo la nuova procedura, l’autorizzazione per la commercializzazione del “novel food” non passerà più per gli stati membri (come avveniva secondo la legislazione precedente, risalente al 1997) ma verrà domandata direttamente alla Commissione europea la quale, ove riterrà opportuno, potrà richiedere il parere dell’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), che valuterà la presenza o meno di rischi per la salute umana.

Prima del via libera, tuttavia, il testo dovrà passare per il Consiglio europeo, dal momento che il Parlamento ha apportato alcuni emendamenti che modificano l’accordo che era stato originariamente negoziato tra i due organismi Ue.

I nuovi alimenti non sembrano però attirare particolarmente gli italiani. Un’analisi Coldiretti/Iprmarketing rileva che sono appena l’8% i connazionali che assaggerebbero gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti ed il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo. Un antipasto delle stranezze a tavola si è avuto in Italia grazie alle speciali deroghe concesse in occasione di Expo anche se, sottolinea la Coldiretti, solo una bassa percentuale si è avventurata nell’assaggio delle curiosità offerte, dall’hamburger di alligatore a quello di zebra dello Zimbawe fino al pesce palla giapponese di Si.Spe.

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Camillo Cipriani

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