Come controllare anche le spese minute degli enti

Economia: su un sito le spese di ministeri ed enti pubblici. La parte del leone al Viminale

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Ministero economia e  finanze

Ministero economia e finanze

ROMA – Se qualcuno vuole prendersi la briga di curiosare nella selva di spese stravaganti dei ministeri e degli enti pubblici, in particolare delle regioni, può consultare il sito soldipubblici.gov.it, il portale per la trasparenza della spesa pubblica. Scoprirà, ad esempio, che per le spese di pulizia e di lavanderia il ministero della Difesa ha speso nel 2015 circa 5 milioni di euro, il Viminale (meno attento all’igiene?) più di 3, mentre la Farnesina oltre un milione.

IGIENE – La carta igienica dei dicasteri costa cara. Per medicinali, materiale sanitario e igienico, il Tesoro ha speso quest`anno 106 mila euro, il ministero dell’interno si allinea con 103 mila.

TELEFONI – Enormi le spese per telefonia, smartphone per tutti. In prima linea assoluta il Viminale che per il 2015 ha già speso 42 milioni di euro per canoni e utenze di telefonia mobile, la Difesa 200 mila, il Tesoro 105 mila. Sono costati invece 169 mila euro i cellulari del ministero delle Politiche agricole, che per utenze e canoni di telefonia mobile ha speso tre volte di più della Farnesina (a quota 57mila euro).

VESTIARIO – Il ministero della Difesa ha liquidato 23 milioni per il rinnovo del guardaroba del personale, mentre il ministero dell’Interno evidentemente risparmia sulle divise dei suoi poliziotti e ha speso per il vestiario solo 6 milioni, mentre la Giustizia si è fermata a quota 557 mila euro.

ARREDO – Per mobili, penne, auto e traslochi non si bada a spese. L’arredo degli uffici del Viminale (sempre fra i più spendaccioni) quest’anno è costato 1,1 milioni di euro: prefetti, questori e dirigenti si trattano bene. Per armadi e scrivanie il ministero dell’Economia ha speso invece 258 mila euro. Per penne, fogli e matite sempre il Viminale ha pagato 427mila euro, qualcosina in meno rispetto al Mef (477mila). Il ministero dell’Istruzione è arrivato invece a quota 1OOmila euro. E ancora.

AUTO – Per noleggi, locazioni e leasing di mezzi di trasporto (dicasi auto blu) il ministero dell`Interno ha pagato nel 2015 circa 440mila euro, il ministero dei Trasporti 370mila euro, 26mila la Giustizia. Per traslochi, trasporti e facchinaggio la Difesa spende la bellezza di 52 milioni di euro nel 2015.

INFORMATICA – Per quanto riguarda il materiale informatico è in testa la spesa per le stampanti, che evidentemente si rompono spesso. Il Mise nel 2015 ha speso 245 mila euro per acquistare macchinari per ufficio. Il Viminale e la Difesa hanno speso entrambi più di 40mila euro in fotocopiatrici, scanner, PC e laptop. Quasi centomila euro in due, dunque. Il ministero dell`Economia poco più di 30mila. Il doppio rispetto al ministero dei Trasporti. Appena mille euro il ministero del Lavoro.

Ma questi acquisti non dovevano essere centralizzati a cura della Consip, la società pubblica costituita a questo specifico scopo, per centralizzare gli appalti e per far risparmiare la pubblica amministrazione? Renzi e Padoan dovrebbero curare di più questi aspetti di lotta agli sprechi piuttosto che perseguitare sempre i pensionati e trattarli come bancomat privilegiato del governo.

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Camillo Cipriani

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