Il 78% delle famiglie godrà del vantaggio

Tasse, Tasi: a dicembre si paga la seconda rata 2015. L’abolizione favorirà pensionati e impiegati

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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La giungla delle aliquote Tasi sulla casa potrebbero portare a nuovi rincari

Pagheremo la Tasi ancora per il 2015

Prima di tutto attenzione: a dicembre si dovrà pagare la seconda rata della Tasi del 2015. Segnatelo perché con tutto il dibattito che c’è stato si rischia di dimenticare le regole in vigore. Poi diciamo che, quando la tassa sarà abolita, la perdita annua di gettito per i comuni che deriva dalla cancellazione della Tasi sulla prima casa sarà pari a 3,575 miliardi di euro. Le abitazione di lusso continueranno a pagare garantendo un gettito di circa 10 milioni di euro. E’ quanto si legge nella relazione tecnica allegata al testo della legge di stabilità, adesso all’esame del Senato. I comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna saranno compensati – per un ammontare di 3,5 miliardi – tramite il fondo di solidarietà comunale mentre per i comuni delle regioni Friuli Venezia Giulia e Vale d’Aosta, il ristoro avviene mediante un minor accantonamento determinato in 74,91 milioni.

A beneficiare dell’abolizione della Tasi sarà il 78% delle famiglie italiane, in particolare. È quanto emerge da una elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia su dati riferiti all’indagine sui bilanci di oltre 8 mila famiglie realizzata ogni 2 anni dalla Banca d’Italia. Numeri alla mano, la Cgia spiega che in Italia l’82,6 per cento dei proprietari di prima casa sono realtà dove il capofamiglia è un pensionato, un operaio, un impiegato o un disoccupato. L’altro 17,4 per cento, invece, è costituito da famiglie di dirigenti, imprenditori e lavoratori autonomi.

Fatto 100 il totale dei proprietari di prima casa presenti in Italia, i pensionati sono pari al 43,7 per cento, gli impiegati al 17,9, gli operai al 17,4 e i disoccupati al 3,6. Le altre famiglie, invece, comprendono il lavoro autonomo e i dirigenti (6,2 per cento ciascuna) e gli imprenditori/liberi professionisti al 5 per cento. Dato che chi risiede in un immobile di lusso continuerà a pagare l’Imu anche nel 2016, per capire quali tipologie familiari per condizione professionale saranno maggiormente interessate l’anno prossimo dall’abolizione della Tasi sulla prima casa è necessario valutare l’incidenza del titolo di godimento dell’abitazione di residenza sul totale delle famiglie con le stesse caratteristiche.

Da questa incidenza risulta che i dirigenti sono la tipologia familiare che presenta la percentuale di proprietari di prima abitazione più elevata di tutti: 85,3 per cento. Seguono quella degli imprenditori/liberi professionisti con il 76,9 per cento e quella dei pensionati con 76 per cento. Dopo questi soggetti si posizionano gli impiegati con il 72,8 per cento, gli autonomi con il 67,9 per cento, i disoccupati con il 49,3 per cento e, infine, gli operai con il 47,5 per cento.

“Prima di dare l’addio definitivo alla Tasi – ricorda il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – gli italiani saranno chiamati a versare la seconda rata del tributo per l’anno in corso entro il prossimo 16 dicembre. L’importo medio che i proprietari di prima casa pagheranno si aggirerà attorno ai 100 euro. Per le seconde case, invece, il costo ammonterà a circa 450 euro”. Sulla tassazione delle seconde case, Zabeo tiene a precisare: “Sono sempre più frequenti i casi in cui ad essere proprietarie di una seconda casa non sono famiglie facoltose che trascorrono le vacanze nella villa al mare o nel chalet in montagna, bensì semplici cittadini che hanno ereditato l’abitazione dei genitori. Senza contare coloro che per motivi di lavoro si sono trasferiti in un’altra regione: abitando in una nuova casa in affitto, sono perciò costretti a pagare l’Imu e la Tasi sull’abitazione del paese natio che nel frattempo è diventata seconda casa. Sarebbe opportuno che i Sindaci fossero in grado di monitorare queste specificità, alleggerendo il carico fiscale per chi si trova in questa situazione”. Ma crediamo che i sindaci, famelici di soldi, non rinunceranno tanto facilmente a quest’imposizione.

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Camillo Cipriani

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