Dati positivi per il Governo. Renzi: merito del Jobs act

Lavoro: la disoccupazione cala (11,8%), anche fra i giovani (40,5%). Torna a salire l’inflazione (+0,2%)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa
Giorgio Alleva

Giorgio Alleva

ROMA – Da quando si è insediato alla Presidenza dell’Istat, durante la gestione di Matteo Renzi, il nuovo presidente Giorgio Alleva, le buone notizie per il Governo da parte dell’Istituto si sono moltiplicate. Per il mercato del lavoro l’Istat comunica che il tasso di disoccupazione cala a settembre e scende anche tra i giovani. Secondo le ultime rilevazioni  il tasso dei senza lavoro va giu’ all’11,8%, in flessione di 0,1 punti proseguendo il calo di luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Si tratta del minimo dal gennaio del 2013. Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti. Tra i 15-24enni, cioé la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) il tasso è pari al 40,5%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. La stima del numero di giovani disoccupati diminuisce rispetto al mese precedente (-2,2%, pari a -14 mila).

OCCUPATI – Dopo la crescita registrata negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto), a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36.000 unita’). Il calo riguarda sia i dipendenti (-26.000) sia gli indipendenti (-10.000). Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192.000 persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti.

GOVERNO – Soddisfazione da parte del premier Matteo Renzi: “Ancora dati Istat positivi. Il Jobs act ha restituito credibilità a livello internazionale, ma soprattutto ha creato opportunità e posti di lavoro stabili”, scrive il presidente del Consiglio su Facebook. “Molto da fare, ancora. Ma non dimentichiamo che eravamo sopra al 13% di disoccupazione a livello generale e oltre il 46% per i giovani. Sono percentuali e numeri, certo, ma sono anche persone, vite, famiglie, destini”. “È la volta buona, l’Italia riparte”, conclude il premier. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “i dati dell’Istat confermano un miglioramento strutturale del mercato del lavoro sotto il profilo della quantita’ e della qualità”. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dall’assemblea dell’Anci sottolinea che “la crescita del Pil è oltre le previsioni” e la ripresa economica “è fortemente basata sulla domanda interna delle famiglie e delle imprese”. Il ministro specifica però che “il bonus assunzioni che viene prorogato anche quest’anno, non potrà durare in eterno”.

INFLAZIONE – L’Istat infine oggi rileva che l’inflazione torna a salire nel mese di ottobre. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti di ottobre 2014, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al valore registrato a settembre (+0,2%). Vola il carrello della spesa che aumenta a ottobre dello 0,3% su base mensile e dell’1,5% su base annua (in accelerazione dal +1,2% di settembre). Notizia preoccupante per i pensionati, la cui perequazione è stata o bloccata o rallentata dal Governo, per cui non potranno recuperare quanto perderanno a seguito dell’aumento della spesa.

Tag:, ,

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Andrea Farè

    |

    Proseguono le uscite di Renzi sul tema, la verità è questa:
    – i dati ISTAT migliorano perchè aumenta il numero di quelli che il lavoro nemmeno lo cercano più (che non sono quindi più classificati tra i disoccupati)
    – il Jobs Act ha semplicemente trasformato migliaia di partite iva che lo erano per necessità e non per scelta in lavoratori dipendenti a garanzie ridotte (cosa che a loro conveniva comunque) , senza generare nuovi posti di lavoro. Anche in questo caso sono aumentati i neo-assunti, e sono state pompate notizie infondatamente ottimistiche sullo stato del mercato.

    Questo è il livello della politica italiana.

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.