La sentenza della Corte d'Assise

Massa, morti accoltellati nella notte di Natale 2013: per Andrea Mazzi condanna a 30 anni

di Redazione - - Primo piano

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Il luogo del duplice omicidio la notte di Natale del 2013 a Massa

Il luogo del duplice omicidio la notte di Natale del 2013 a Massa

MASSA CARRARA – Trent’anni di condanna ad Andrea Mazzi, 25 anni, per l’omicidio volontario di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria uccisi per accoltellamento il 25 dicembre 2013 durante una rissa.

Lo ha deciso oggi 30 ottobre la corte d’assise di Massa Carrara. Il pm Rossella Soffio aveva chiesto l’ergastolo e si è detta «soddisfatta per l’accoglimento di tutti i capi di imputazione». La rissa si era verificata stata tra due gruppi di giovani della periferia di Massa da tempo in contrasto fra loro.

Sempre commentando la sentenza il pm Rossella Soffio ha anche detto che «naturalmente la pena la stabilisce il giudice; aspetteremo le motivazioni per decidere come procedere» verso un eventuale appello per ottenere l’ergastolo.

Oltre che per omicidio, Andrea Mazzi è stato condannato anche per lesioni gravi personali ad altri feriti – avendo accoltellato anche altri giovani -, possesso illegale di arma da taglio (un coltello tipo militare), danneggiamento.

Gli omicidi avvennero verso le 3 di notte del 25 dicembre, dopo che già dalla sera prima si registrarono i primi scontri fra bande giovanili da alcuni mesi in forte rivalità tra loro. In particolare la sera del 24 dicembre era scoppiata una rissa in un pub di Massa tra giovani appartenenti a clan avversari nel controllo del territorio e dei quartieri cittadini.

Poi, secondo quanto ricostruito, uno dei ragazzi coinvolti chiamò Mazzi, che era a casa, affinché intervenisse a dare manforte. Mazzi raggiunse gli amici al pub dove affrontò il gruppo rivale brandendo il coltello con cui colpì mortalmente Fruzzetti e Baria e ferì altri.

Alla lettura della sentenza, urlando le parole «vergogna» e «maledetti», le madri di Fruzzetti e Baria hanno abbandonato l’aula appena dopo aver ascoltato il dispositivo. Inoltre, quando il presidente Giovanni Sgambati ha iniziato ad elencare i risarcimenti per le famiglie delle vittime, hanno urlato: «I soldi non li vogliamo, rivogliamo i nostri figlioli».

La madre di Andrea Mazzi era in aula insieme ad alcuni parenti ed ha atteso la sentenza tenendosi la testa tra le mani e coprendosi gli occhi. Poi è esplosa in pianto alla lettura del dispositivo che non ha stabilito l’ergastolo. Polizia e carabinieri hanno vigilato per tutto il tempo che le due famiglie non venissero a contatto visto che c’era stata qualche tensione durante l’arringa della difesa, avvenuta stamani.

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