L'analisi della Cgia di Mestre

Tasse: novembre 2015 mese micidiale, pagheremo 53,5 miliardi di euro

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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MESTRE – Da sempre novembre è il mese delle tasse e anche quest’anno le scadenze fiscali che si addenseranno tra il 16 e il 30 saranno da “brivido”. Tra Iva, acconti Irpef, Irap, Ires, addizionali Irpef e ritenute di imposta, gli autonomi, le imprese e i lavoratori dipendenti verseranno all’erario 53,5 miliardi di euro. La Cgia ricorda che in Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi) supera i 480 mld l’anno.

IVA – L’imposta più onerosa da onorare il mese prossimo sarà l’Iva: autonomi e imprese verseranno nelle casse dello Stato 12,3 miliardi di euro. Le società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.), inoltre, pagheranno l’acconto Ires che ammonterà a 11,8 miliardi, mentre i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, “daranno” al fisco le ritenute per un importo di 10,4 mld di euro. Anche l’acconto Irap sarà di tutto rispetto e costerà alle aziende ben 8,4 mld di euro, mentre l’acconto Irpef imporrà ai lavoratori autonomi un esborso di 8 mld di euro. La Cgia rileva come anche il peso dei costi indiretti legati al pagamento delle tasse ormai abbia assunto dimensioni molto preoccupanti.

COSTI – “A causa di un sistema fiscale ancora troppo frammentato – segnala Paolo Zabeo coordinatore della Cgia – nel nostro Paese sono necessari ben 34 giorni lavorativi per pagare le tasse. In altre parole, tra le code agli sportelli, – spiega – il tempo perso per recarsi dal commercialista o per compilare moduli, registri e scartoffie varie, le imprese italiane impiegano 269 ore all’anno per onorare gli impegni con il fisco. Una via crucis che, purtroppo, condividiamo con i portoghesi, mentre in tutti gli altri paesi dell’Eurozona la situazione è meno pesante della nostra”.

EUROPA – Infatti, se in Italia e in Portogallo sono necessari 34 giorni di tempo per pagare le imposte, la media dell’area euro è di 20. Tale soglia scende a 17 in Francia e addirittura a 15 giorni in Olanda. I dati appena enunciati dimostrano che anche gli adempimenti burocratici, così come la pressione fiscale, hanno raggiunto un livello insopportabile per l’economia del nostro Paese. “Al sistema delle piccole e medie imprese – conclude Zabeo – che costituisce il 99,9% del totale delle aziende presenti in Italia, la burocrazia costa, in termini assoluti, quasi 31 miliardi di euro all’anno. Per la struttura organizzativa delle imprese, tali costi penalizzano di più le piccolissime aziende rispetto a quelle di maggiori dimensioni. Sia chiaro, parte della burocrazia è ineliminabile, utile ed indispensabile; tuttavia è necessario rendere la nostra Pubblica amministrazione più snella, più efficiente e meno costosa”.

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Camillo Cipriani

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