Critiche all'operato del governo anche dai tecnici di Camera e Senato

Province, personale: i sindacati chiedono un incontro urgente a Conferenza delle Regioni, Anci e Upi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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di Firenze a Palazzo Medici Riccardi

Palazzo Medici Riccardi, a Firenze,

ROMA – I tre segretari confederali della Funzione pubblica, preoccupati per le situazione ancora indefinita per la sistemazione del personale delle ex province,  hanno chiesto un incontro urgente a Conferenza delle Regioni, Anci e Upi  per discutere le problematiche derivanti dalla pubblicazione del Decreto ministeriale sulla mobilità del personale delle Province. Chiedono di discutere in particolare sulle seguenti problematiche:
1. la definizione di una tempistica stringente relativamente all’inserimento degli elenchi nominativi dei soprannumeri nel portale “Mobilità.gov” non tiene conto della tempistica di attuazione del processo di riordino da parte delle Regioni le quali in pochissimi casi avranno completato entro le scadenze previste il quadro di interventi necessari al trasferimento del personale impegnato nelle funzioni non fondamentali, con il rischio di incrementare di gran lunga il personale interessato a processi di mobilità non legati a trasferimento di funzioni;
2. le modifiche al quadro normativo relativo alla Polizia provinciale sta causando difficoltà nell’inquadramento di questo personale alla luce della discrepanza sorta rispetto ai precedenti accordi in Conferenza unificata;
3. il quadro economico ancora incerto per la maggior parte delle Province e delle Città metropolitane (alcune delle quali si apprestano a dichiarare il dissesto), alla luce dei prelievi previsti con la legge di stabilità 2015, rende complesso il processo di riorganizzazione necessario al completamento della riforma previsto dalla legge 56/2014.

Le questioni sollevate rischiano non solo di complicare il processo di salvaguardia del personale, ma di produrre processi di mobilità che sacrificheranno la professionalità di chi finora ha operato nei servizi gestiti dalle Province, nonché situazioni di disservizio in diverse aree del Paese. Nell’interesse di evitare situazioni che possano pregiudicare il mantenimento dei servizi offerti e la salvaguardia dei livelli occupazionali, i tre sindacati ritengono indispensabile:
1. Completare al più presto il processo di riordino delle funzioni non fondamentali a livello regionale e, successivamente, attivare tutte le procedure di mobilità previste dal Decreto riservandole al personale non collocato nelle suddette funzioni;
2. Individuare una soluzione per evitare lo smantellamento dei corpi di polizia provinciale senza che questo ostacoli le procedure di ricollocazione del rimanente personale;
3. un impegno affinché, in coerenza con quanto previsto nella legge di conversione del DL 78/2015 in merito ai bilanci degli Enti di area vasta, si riduca il prelievo previsto dalla legge di stabilità 2015 evitando, in questo modo, gli effetti di situazioni di disequilibrio finanziario di molti Enti.
4. La risoluzione del problema del precariato prossimo alla scadenza del 31 dicembre.
5. Attivare, laddove fossero mancate, tutte le forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa, a partire da un confronto nazionale anche con il coinvolgimento di Regioni, Province e Comuni, ormai fermo da troppo tempo.

TECNICI – Nel frattempo anche i tecnici di Camera e Senato nel dossier sulla legge di Stabilità bacchettano il Governo: “Aver subordinato il trasferimento del personale in soprannumero delle Province e delle Città metropolitane alle capacità assunzionali delle Regioni e dei Comuni e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a tale scopo nei bilanci dei predetti enti, potrebbe ostacolare l’effettivo trasferimento di detto personale”.  Il personale in soprannumero delle Province, scrivono i tecnici, “nel frattempo rimarrebbe a carico dell’ente di provenienza senza che quest’ultimo abbia la titolarità delle funzioni non fondamentali cui precedentemente tale personale era adibito, con evidenti effetti onerosi a carico dei propri bilanci, oltre che una inefficiente allocazione del personale.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (2)

  • Luigi

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    Salve, sono un ex dipendente del Ministero del Lavoro, poi a suo tempo sono transitato alla Provincia e, per tutta la mia vita lavorativa, mi sono sempre occupato di Politiche del Lavoro. Sono stato vincitore di un concorso per la Ctg. giuridica D/3 e profilo professionale di coordinatore amministrativo. Sono stato poi destinatario dell’incarico di responsabilità, con relativa p.o., di un importante Centro per l’Impiego avente competenza su un bacino d’utenza di oltre 100.000 abitanti, dove sono rimasto per oltre cinque anni. Di recente però ,per il solo fatto di essere stato temporaneamente trasferito, per tamponare una improvvisa carenza di personale, presso il Settore Trasporti della Provincia e di trovarmi li proprio alla data di entrata in vigore della L.56/14 (08/4/2014), non sono stato inserito negli elenchi del personale dei Centri per l’Impiego di “mobilità assistita” e quindi non posso seguire tutti gli altri miei colleghi verso la costituenda Agenzia Nazionale del Lavoro, nonostante sia stato poi di nuovo riassegnato al Settore Politiche del Lavoro dove presto attualmente servizio ormai già da un anno…! E’ normale una tale situazione? Io credo di no..! Tutto questo perché secondo il Dirigente del Settore Personale, all’uopo incaricato, la situazione a cui bisogna fare riferimento è quella esistente alla data dell’8/4/2014. Chiaramente, così facendo, la mia professionalità sarà mortificata, dovendo andare ad operare in un settore per me praticamente sconosciuto. Credo che sia una cosa assolutamente irrazionale a cui bisognerebbe porre rimedio perché vi sono tanti altri casi simili che conosco e quindi, verosimilmente, saranno tantissimi in tutto il Paese. Spero ci sia qualche appiglio nella legge e/o nelle Circolari esplicative che però al momento non ho ancora trovato. Spero anche che ci possano essere altre Province che abbiano adottato una interpretazione più razionale, più ampia e quindi più inclusiva da potermi essere d’aiuto per argomentare un eventuale ricorso. Per favore, se potete, HELP ME. Luigi

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    • Paolo Padoin

      Paolo Padoin

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      La cosa migliore è chiedere informazioni sul da farsi alle organizzazioni sindacali del pubblico impiego che seguono tutta la questione.

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