Le dichiarazioni del portavoce del Parlamento di Tripoli

Immigrazione, il governo islamico di Libia minaccia l’Ue: riconosceteci o vi sommergeremo di migranti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Un'imbarcazione carica di migranti

Un’imbarcazione carica di migranti

LONDRA  – Mentre il governo libico riconosciuto internazionalmente, quello di Tobruk, deve decidere oggi se accettare l’ultima variazione alla proposta Onu di governo di unità nazionale (i membri del Consiglio di presidenza sono passati da sei a nove), i rivali ‘islamisti’ di Tripoli pongono l’ultimatum a Bruxelles: riconosceteci se non volete essere sommersi da uno
tsunami di migranti. Cioè quelli che, al momento, sarebbero bloccati sulle coste libiche, ma che potrebbero essere proprio loro a caricare su barconi per inondare il Mediterraneo di disperati.
La minaccia, non nuovissima, è del portavoce del General National Congress, il cosiddetto Parlamento di Tripoli, Jamal Zubia, che in un’intervista al britannico Daily Telegraph rivendica che il suo governo a speso decine di milioni per fermare i migranti sulle sue coste ma “ad essere onesti, ho consigliato molte volte al mio esecutivo di organizzare una flotta di barche e mandarla in Europa”.

Il problema, dice Subia, è che a Bruxelles “non hanno ancora capito che siamo noi a proteggere i cancelli dell’Europa e l’Europa ancora non ci riconosce, né intende farlo. Per cui perchè dovremmo fermare i migranti qui da noi?”. Ovviamente, sottolinea il Telegraph, le parole di Zubia non segnalano un imminente ripensamento delle politiche del governo di Tripoli (che quanto meno ha tollerato in parte i commerci dai porti ad ovest di Tripoli) ma sono una sorta di minaccioso “memento” all’Europa. Il Gnc, se vuole, ha i mezzi per effettuare una rappresaglia. Che metterà in atto se continuerà a non essere riconosciuto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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