Procede a rilento il processo di riorganizzazione

Pubblica amministrazione: riforma rinviata al 2016. C’è attesa per l’approvazione di 20 decreti attuativi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ministero funzione pubblica

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ROMA – La riforma della pubblica amministrazione è ancora in gran parte incompiuta. Le nuove regole sui licenziamenti, la stretta sulle assenze ingiustificate, il passaggio all`Inps dei controlli sulle malattie, il ruolo unico per la dirigenza e il «telelavoro». Tutte le norme che dovrebbero mettere ordine nel complesso mondo del pubblico impiego sono state rinviate al 2016. Il governo, tra gennaio e febbraio, si propone di discutere in Consiglio dei ministri l`ultimo pacchetto di decreti attuativi della riforma Madia, approvata ad agosto dal Parlamento. L`approvazione dei decreti legislativi sui dipendenti pubblici – insieme a quelli sul numero unico per le emergenze (il 112) e il nuovo documento di circolazione per le auto – richiederà quindi qualche mese in più (inizialmente si prevedeva di vararle entro fine 2015).

DIRIGENTI – Per i dirigenti pubblici cambierà sia il sistema di selezione (oltre al concorso dovranno superare anche un altro esame) sia la durata dell`incarico che sarà di quattro anni, rinnovabile senza concorso per una sola volta, per massimo due anni purché il dirigente abbia ricevuto una valutazione positiva. Entrerà a regime il ruolo unico: uno per gli statali, uno per quelli delle regioni e uno per gli enti locali, che saranno scelti in base al merito e alla formazione continua.

IMPIEGATI – Per il complesso del pubblico impiego i decreti introdurranno la sperimentazione di forme di co-working, smart-working e il telelavoro con orari flessibili e device digitali. Verranno previste forme per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro con voucher per baby-sitter, puericultrici, badanti specializzate e convenzioni con asili nido e scuole materne.

LICENZIAMENTI – Oltre alle forme di flessibilità lavorativa, i decreti imporranno diverse strette: quando scatterà un’azione disciplinare contro un dipendente non potranno più passare 100 giorni e soprattutto non sarà possibile che tutto si concluda con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile. Il procedimento dovrà essere infatti portato avanti senza escludere il licenziamento. Novità in arrivo anche per i certificati di malattia: le visite fiscali saranno affidate all`Inps (e non più alle Asl) che diventerà un vero e proprio polo unico per i controlli.

SEGRETARI – Nei comuni spariranno i segretari. Si prevede infatti la soppressione della figura del segretario comunale, ma non delle funzioni, che saranno svolte da un dirigente del ruolo degli Enti locali. Prima della cancellazione definitiva la riforma prevede un periodo ponte di tre anni in cui i segretari comunali potranno continuare a esercitare le stesse funzioni, dopo essere stati inseriti nel ruolo unico della dirigenza. Inoltre, viene prevista la facoltà per i comuni sopra i 1OOmila abitanti di nominare in alternativa al dirigente, un direttore generale.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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