La norma in vigore dal 3 novembre. Il rischio? Anche il ritiro della carta di circolazione

Libretto di circolazione e patente: ora i nomi debbono coincidere. Altrimenti è multa da 700 euro. Le esenzioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Primo piano, Reportage, Top News

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Vigili e multe

ROMA – Dal 3 novembre è entrata in vigore la norma che impone la coincidenza dell’intestazione della patente e della carta di circolazione. La novità era stata introdotta da tempo con la riforma del Codice della strada, che è del 2010, ma solo dal 3 novembre 2015 è entrato in vigore l’obbligo di registrare alla Motorizzazione, sulla carta di circolazione, il nome di un conducente che abbia in uso un’auto per più di 30 giorni, non essendone il proprietario. Chi non si mette in regola rischia una multa di 700 euro e il ritiro della carta di circolazione.

Tante le proteste quando fu emanato il decreto, fino al punto da ritardarne per così lungo tempo l’attuazione. Lo scorso 10 luglio si era arrivati ad un compromesso attraverso una circolare della Motorizzazione che aveva stabilito l’obbligo a partire dal 3 novembre 2015, senza avere alcun valore retroattivo.

ESENZIONI – Quindi chi usa già un veicolo non proprio o ha un’intestazione non aggiornata non dovrà far nulla; se lo vorrà, comunque, potrà effettuare lo stesso la registrazione. La norma non riguarda chi svolge attività di autotrasporto soggetta a titolo autorizzativo. Dunque tra gli esenti ci sono anche gli iscritti all’Albo autotrasportatori, i possessori di licenza in proprio e chi guida autobus, taxi o noleggio con conducente.

CONVIVENTI – La norma riguarda solo i casi in cui il proprietario del veicolo e chi guida abitualmente l’auto non appartengono allo stesso nucleo familiare (quindi, per fare un esempio, se la moglie prende l’auto del marito non deve essere registrata).

In relazione ai titolari di mezzi di trasporto, auto e motoveicoli, che sono nella disponibilità di un soggetto diverso dall’intestatario, dovrà essere comunicato alla Motorizzazione il nominativo dell’utilizzatore del veicolo e la scadenza temporale dell’utilizzo stesso.

L’obbligo spostato nel tempo e l’entrata in vigore ritardata non hanno eliminato le incertezze d’interpretazione della norma, soprattutto per quanto riguarda la durata del periodo di 30 giorni di utilizzazione del veicolo (ma la prova dovrebbe essere a carico di chi compie l’accertamento).

Vedremo in questi primi giorni di applicazione quale sarà il comportamento delle Forze dell’ordine e della polizia municipale, ma sembra che finora non siano state rilevate molte infrazioni. Intanto sui siti specializzati sono iniziate le proteste e i dubbi dei cittadini. A questo link un eloquente esempio: motori

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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