Esito contrastato del summit

Immigrazione, vertice Ue a Malta, Renzi è contento ma Juncker attacca: con questi ritmi i ricollocamenti finiranno nel 2101!

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a La Valletta (Malta) per il Vertice Unione Europea-Unione Africana sulle Migrazioni, 12 novembre 2015. ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a La Valletta (Malta)

LA VALLETTA – Matteo Renzi rivendica il “successo” dell’Italia nell’aver portato la questione Africa al centro del dibattito europeo nel summit di La Valletta e afferma: “Oggi l’Ue si prende su di se’ con un esborso significativo il tema di un rinnovato rapporto tra Europa e Africa, e questo è un fatto positivo. Poi si può discutere se il fondo potesse essere più cospicuo o meno. Sono valutazioni che riguardano la parte di bicchiere mezzo vuoto… Io vedo il bicchiere che è molto più che mezzo pieno: l’Italia non è più sola sula questione dei rifugiati; l’Africa è una priorità anche se non è la sola priorità”.

JUNCKER – Opinione non propriamente condivisa dal Presidente della Commissione Ue, Claude Juncker, il quale, terminato il Consiglio Europeo informale, lancia l’allarme su un problema più immediato: “Se si va avanti con questo ritmo con i ricollocamenti dei migranti si finisce nel 2101”. Una critica pesante agli Stati membri, che vedono crescere la tensione tra Germania e Ungheria, con Budapest che minaccia di rimandare indietro tutti i rifugiati che Berlino dovesse respingere, il giorno dopo in cui il ministro tedesco Wolfgang Schauble ha parlato dei migranti in arrivo in Germania come di una “valanga”.

TUSK – Un quadro riassunto così da Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo: “Salvare Schengen è una corsa contro il tempo e noi siamo decisi a vincerla. Senza controlli efficaci alla frontiera, Schengen non sopravviverà. Dobbiamo accelerare, senza andare nel panico”. E forse per questo l’Europa accelera sulla cooperazione con la Turchia: un vertice dei 28 con Ankara ospite si terrà a fine mese, probabilmente il 29 novembre, mentre oggi nessuno ha avuto da eccepire sulla proposta della Commissione che prevede un fondo di garanzia di tre miliardi per sostenere la Turchia nell’accoglienza dei profughi siriani. Cinquecento milioni li metterà la Commissione, 2,5 miliardi saranno a carico degli Stati membri. E bisognerà vedere se i contributi arriveranno, visto che anche sul Trust fund per l’Africa le indicazioni della Commissione (1,8 miliardi da Bruxelles e altrettanti dagli Stati membri) per ora non vengono rispettate: solo solo un centinaio i milioni di euro arrivati dai vari Paesi.

MERKEL – Con il vertice della Valletta, Europa e Africa hanno avviato “una nuova fase della loro collaborazione, in cui ci si avvicina qualitativamente e si condividono assieme le responsabilita’”. Lo ha detto al termine della riunione sull’immigrazione a Malta la cancelliera tedesca, Angela Merkel. “La lotta all’immigrazione illegale puo’ avvenire da una parte nei paesi africani stessi, attraverso una governance migliore, investimenti nella societa’ civile, crescita economica e una prospettiva per i giovani. Dall’altra”, ha proseguito, “l’Ue aiuta attraverso il fondo ma anche con misure bilaterali specifiche”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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