Anche se il premier Renzi rassicura cresce il timore per Roma. E c'è chi lancia l'hashtag #stopgiubileo

Terrore a Parigi, Papa Francesco: «E’ un pezzo della terza guerra mondiale». Giubileo a rischio? Bagnasco: «Nessuno abbia paura»

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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Città del Vaticano

Piazza San Pietro gremita di fedeli

ROMA – Lei ha parlato tante volte di una terza guerra mondiale a pezzi? «Questo è un pezzo, non ci sono giustificazioni per queste cose». Così Papa Francesco ha commentato gli attentati di Parigi in una telefonata a Tv2000. «Questo non è umano – ha sottolineato il Pontefice rispetto ai 7 attentati e ai 128 morti nella capitale francese -. Per questo sono vicino a tutta la Francia».

ANNO SANTO – In Italia, però, monta la polemica sul prossimo imminente Giubileo, che ora, sull’onda della paura per i fatti di Parigi, in tanti considerano pericoloso, possibile fattore di attrazione per nuovi attentati, questa volta a Roma. L’Anno Santo si aprirà infatti nella capitale il prossimo 8 dicembre e durerà fino al 20 novembre 2016. Sono attesi decine di milioni di persone, forse fino a 30 milioni secondo alcune stime, in Italia, e a Roma in particolare, nell’arco di questo periodo.

#STOPGIUBILEO – E’ dal web e dai social network che è partita una campagna anti Giubileo. «Se fanno il Giubileo è la cosa più stupida. Verremo colpiti nel cuore #stopGiubileo», scrivono alcuni utenti su Twitter, rilanciando l’hashtag #stopGiubileo, e indirizzando i tweet in molti casi direttamente al premier Matteo Renzi o addirittura a Papa Francesco. In tanti, uomini e donne, giovani e più anziani, chiedono che il grande evento che sta per iniziare sia rimandato o fatto in modo alternativo. «@Pontifex #stopgiubileo subito per carità. Perché invitare a nozze i terroristi?» dice un utente, «Roma vulnerabile come Parigi» gli fa eco un altro e ancora «io penso che ci saranno molte vittime innocenti se non lo fermiamo».

CODACONS – Anche l’associazione dei consumatori Codacons giudica eccessivi i rischi per i pellegrini, alla luce di quanto successo a Parigi, e rivolge un appello al Papa «non perché annulli il Giubileo ma perché lo trasformi in un momento di preghiera al quale i fedeli possono partecipare dal proprio paese, senza recarsi a Roma».

CARDINALE BAGNASCO – Immediata la replica delle autorità della Chiesa. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani cerca di rassicurare: «In vista del Giubileo bisogna non essere spaventati, non vivere di paura ma con intelligenza guardarsi attorno e prevenire. I pellegrini e nessuno di noi deve sentirsi frenato o impaurito tanto da non andare alla Porta Santa di San Pietro». «Proprio davanti ad atti di violenza così gratuiti e così mostruosi si pone ancora di più l’esigenza e la necessità di dare dei segni che invitano alla misericordia, al rispetto e all’accoglienza», gli fa eco monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Evangelizzazione e organizzatore del Giubileo, intervenuto ai microfoni di RadioRadio.

MATTEO RENZI – «Gli italiani non sottovalutano niente. Abbiamo intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale – cerca di rassicurare il premier Matteo Renzi -. Chiedo a tutte le forze politiche di avere il massimo della responsabilità, è il tempo per stare uniti. Proprio perché non sottovalutiamo niente sappiamo perfettamente che vinceremo. Non sarà semplice, non sarà breve, ci vorranno mesi, forse anni, occorrerà tutta la nostra forza e determinazione e le risorse necessarie a vincere una sfida epocale».

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