Contro gli studenti che si sono barricati nell'istituto

Firenze, liceo d’arte di Porta Romana: i docenti contro l’occupazione degli studenti. Chiedono il ripristino della legalità

di Redazione - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Liceo_Artistico

Il liceo_artistico di Porta Romana, a Firenze

FIRENZE – Documento di protesta, con richiesta di “ripristino della legalità”, da parte dei docenti del liceo artistico di Porta Romana a Firenze per l’occupazione dell’istituto, che va avanti da una settimana e che ha bloccato la sede: gli studenti che vi partecipano si sono barricati all’interno. Gli insegnanti si dicono “colpiti dall’accecamento ideologico e dalla militarizzazione che hanno caratterizzato” la protesta “che, inizialmente presentata con le caratteristiche della ormai consueta occupazione studentesca, ha via via assunto le note tipiche della protesta sociale portata avanti dai collettivi universitari e dai centri sociali autogestiti” e rilevano che “i ripetuti tentativi di confronto sono falliti di fronte ad una regia estranea alle problematiche scolastiche anche se, fino ad ora, rimasta dietro le quinte”.

I docenti, riunitisi  “in un collegio improvvisato nel giardino della Pace, di fronte alla scuola”, esprimono “tutto il loro disappunto per le modalità di protesta indiscutibilmente illegittime, attuate da uno sparuto gruppo di studenti” che rifiuta “qualsiasi forma di dialogo e di mediazione”. Un gruppo “minoritario” che “ha prevaricato la volontà dei compagni, impossibilitati “a esprimere il loro dissenso in un’assemblea democratica: più volte hanno cercato “di dimostrare il loro disaccordo agli occupanti senza alcun risultato”. Ancora, si rileva che l’occupazione sta avendo “costi gravissimi”, non consentendo l’ingresso a scuola degli studenti, compresi quelli disabili “con gravissimo disagio delle famiglie, e del personale docente e amministrativo, rendendo così “impossibile qualsiasi attività istituzionale”, anche la convocazione e la nomina dei docenti a tempo determinato, precari che “stanno valutando la possibilità di presentare un esposto alla procura per autotutelarsi”. Insomma la protesta fin dall’inizio si è configurata “come interruzione di pubblico servizio come è stata denunciata alle autorità competenti”.

In questi giorni, i docenti “hanno comunque cercato di dialogare con gli studenti, senza alcun risultato concreto, poiché è stato sempre più evidente che all’interno della scuola vi sono presenze estranee, che ostacolano il dialogo, che hanno preso in mano la situazione a prescindere dalle richieste degli studenti e rifiutando ogni mediazione”. “Se si pensa, poi, al comportamento di alcuni” fra gli occupanti, “l’unico motivo di tutto questo appare la mera soddisfazione di offendere la dirigente e i docenti rimanendo, per ora, impuniti”.

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Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Tra chi non manda i ragazzi a vedere una mostra d’arte e chi non ha il coraggio di buttar fuori gente “rivoluzionaria” munita di smartphone ultima generazione e scooter di ultimo modello, andiamo benissimo.
    Altrimenti che “buona scuola” sarebbe?

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