L'annuncio del prefetto Alessio Giuffrida. L'ok del sindaco Nardella

Firenze, vertice Nato 26-27 novembre: unità speciali e metal detector in Palazzo Vecchio

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Alessio Giuffrida, nuovo prefetto di Firenze

Alessio Giuffrida, prefetto di Firenze

FIRENZE – Rafforzamento del controllo del territorio con l’impiego di un numero maggiore di agenti delle forze speciali di polizia e carabinieri e un maggiore utilizzo dei militari dell’esercito: queste alcune delle misure di sicurezza che verranno attivate a Firenze dopo gli attentati di Parigi, decise oggi nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi in prefettura, anche in previsione del vertice Nato in programma nella nostra città il 26 e 27 novembre. Secondo quanto spiegato dal prefetto Alessio Giuffrida, le richieste di rinforzi saranno inviate a Roma nella giornata di oggi, 16 novembre. Nel corso del vertice è stata decisa anche una «rimodulazione del dispositivo di sicurezza già operativo a Firenze», in modo da realizzare una vigilanza del territorio «più flessibile».

OBIETTIVI – Resta alta l’allerta per quanto riguarda gli obiettivi sensibili, tra cui i consolati – in particolare quello francese -, monumenti storici e in generale tutta l’area del centro cittadino. Non è esclusa al momento la possibilità di installare nuovamente metal detector all’ingresso di Palazzo Vecchio, sede dell’amministrazione comunale, in particolare in vista del Vertice Nato che si terrà a fine novembre e che si svolgerà per gran parte all’interno delle sale del Palazzo.

UNITÀ SPECIALI – «Nei prossimi giorni vedrete una maggior presenza delle unità speciali in città», ha detto il prefetto Alessio Giuffrida, incontrando alcuni giornalisti al termine del comitato. «Cercheremo di ottenere il maggior numero di rinforzi per più tempo possibile – ha precisato -, sicuramente cercheremo di ottenere un rafforzamento dei militari dell’Esercito, anche in occasione del prossimo vertice Nato».

PERICOLO – Al momento, ha spiegato il prefetto, «non ci sono evidenze immediate circa situazioni di pericolo che coinvolgano Firenze, ma non possiamo sottovalutare nulla». Nel corso delle riunione, ha detto ancora Giuffrida, è stato deciso «un impiego più flessibile delle unità speciali che dovranno girare di più, non necessariamente limitate al tipo di obiettivo sensibile fino a oggi valutato e tutelato», poiché «gli attentati di Parigi hanno aperto la stura a un altro genere di possibile tutela». A questo riguardo, nei prossimi giorni verrà effettuata una «rivisitazione di tutti gli obiettivi» considerati sensibili. Per quanto concerne il vertice Nato in programma a Firenze a fine novembre, ha spiegato Giuffrida, «stiamo rivisitando l’organizzazione dell’incontro dopo i fatti di Parigi».

METAL DETECTOR – Tra le misure al vaglio, che saranno discusse nel corso di un tavolo tecnico in questura, anche l’installazione dei metal detector a Palazzo Vecchio, tolti nel 2009 per volontà dell’allora sindaco, e oggi premier, Matteo Renzi. Secondo quanto spiegato dal prefetto, si tratta di un provvedimento «possibile, ma ancora tutto da discutere».

NARDELLA FAVOREVOLE – Sulla possibile reintroduzione del metal detector in Palazzo Vecchio interviene anche il sindaco, Dario Nardella: «Se ci sono prescrizioni che riguardano la sicurezza dei miei cittadini, che mi vengono indicate dal prefetto e dalle forze dell’ordine, io non mi metto di certo di traverso – spiega -: penso che i cittadini siano ben consapevoli del fatto che si possa anche sacrificare un po’ di privacy in cambio di una sicurezza del territorio e delle nostre città». Rispetto alla prospettiva di una riattivazione in via permanente dei controlli al metal detector, Dario Nardella risponde diplomaticamente che «noi fino a quando non abbiamo indicazioni e prescrizioni dalla forze dell’ordine, che sono collegate al Viminale, non abbiamo niente da dire. Siamo pronti a collaborare, come ho già garantito, al 100%».

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