Una voce inconfondibile

Lutto nello spettacolo: Morto Nando Gazzolo. Aveva 87 anni. Grande attore e doppiatore

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Nando Gazzolo

ROMA – È morto Nando Gazzolo, che da una settimana era ricoverato in una clinica di Nepi (Viterbo). Il grande attore e doppiatore aveva 87 anni. Una famiglia di artisti, la sua: nato a Savona il 16 ottobre del 1928, era figlio dell’attore e doppiatore Lauro e dell’annunciatrice radiofonica (al tempo in cui anche loro dovevano avere dizione perfetta) Aida Ottaviani; attore famoso diverrà anche il fratello Virginio.

È stato la voce italiana di David Niven, Michael Caine, Frank Sinatra, Yul Brynner, Marlon Brando, Robert Duvall, Donald Sutherland, Laurence Olivier, Clint Eastwood… Una voce inconfondibile, bellissima, e un ottimo attore tanto in teatro quanto dietro la macchina da presa. Il successo in teatro gli arrise nel 1951 con «Antonio e Cleopatra» allestito da Renzo Ricci, e il bis arrivò nel 1954 nel ruolo di Orazio nell’«Amleto» portato in scena da Gassman e Squarzina con il Teatro d’Arte Italiano. Il teatro, dove calcò le scene fino al 2007, rimase sempre la sua grande passione.

Il grande pubblico televisivo lo apprezzò in vari sceneggiati tratti da grandi romanzi come «Capitan Fracassa» (1958), «La cittadella» (1964) e «La fiera della vanità» (1967), diretti da Anton Giulio Majano. Fu protagonista della serie italiana su Sherlock Holmes (1968) e interpretò anche «I Buddenbrook» (1971), «L’ultimo dei Baskerville» (1968), «La valle della paura» (1968), ma anche fictions più recnti come «Casa Cecilia» (1982) e «Casa Famiglia 2» (2003). Con l’appena scomparsa Moira Orfei recitò in «Totò e Cleopatra» (1963); apparve poi in vari altri film fortunati al botteghino.

Nel 1963 fu la voce narrante di «Il mulino del Po», sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi e nello stesso anno partecipò perfino alla rassegna canora «Un disco per l’estate». Per anni andò in onda il suo “Carosello” (a quei pochi minuti si limitava un tempo la pubblicità televisiva…) per la Vecchia Romagna, parodiatissimo, ma anche il bonario dileggio è indizio di popolarità. Certo non gli mancò, e fu meritatissima.

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