Il prefetto Lambert illustra il piano di sicurezza

Terrorismo, Euro 2016, la Francia nel dubbio: rinviare la competizione? Alcuni giocatori dicono di aver paura. Ma le autorità rassicurano: si giocherà

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano, Sport, Top News

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Jacques-Lambert

Jacques-Lambert

PARIGI – Gli attacchi terroristici di venerdì 13 novembre nella regione di Parigi, in particolare le tre esplosioni suicide vicino allo Stade de France durante la partita dei bleus contro la Germania, hanno messo completamente in discussione il dispositivo di sicurezza per il prossimo Campionato Europeo delle Nazioni, che si terrà in Francia la prossima estate. A sette mesi da Euro 2016, le cui partite inaugurale ( 10 giugno) e finale (10 luglio) si terranno nel parco di Saint-Denis, il quotidiano L’Equipe ha posto l’accento sulle falle dell’apparato di sicurezza che hanno fatto correre il pericolo di una tragedia maggiore allo Stade de France. Evitata per un soffio. Non pochi giocatori, anche quelli del Paris Saint Germain, non nascondono di aver paura. Lo stesso allenatore degli azzurri, Antonio Conte, parafrasando Oriana Fallaci, ha parlato de “la paura e l’orgoglio”.

SUICIDI – Ovviamente non si può parlare di codardia. I timori sono reali. Senza biglietto, due attentatori suicidi sono stati allontanati dai controllori agli ingressi, mentre la partita era già iniziata. Dotati di cinture esplosive, non verificate, si sono rispettivamente fatti saltare vicino alle porte D e J dello stadio. Un terzo terrorista ha attivato, nello stesso momento, il suo dispositivo vicino al McDonald di La Plaine Saint-Denis, nei pressi dello Stadio. Quindi una zona circoscritta è stata teatro di tre esplosioni contemporanee. Bilancio: quattro morti , tra cui tre attentatori suicidi, 15 feriti gravi e 31 feriti lievi . Per fortuna le persone all’interno dello stadio hanno mantenuto la calma, se no il panico avrebbe potuto causare danni enormi.

GOVERNO – “L’Euro 2016 si svolgerà nel nostro Paese” , ha confermato però su France 2 , domenica 15 novembre, il Segretario di Stato per lo Sport , Thierry Braillard. Durante Euro 2016, 51 partite si giocheranno in dieci stadi (Parigi, Saint-Denis, Lille, Lens, Lione, Bordeaux, Saint- Etienne, Tolosa, Marsiglia, Nizza). Tra sette e otto milioni di visitatori sono attesi in Francia durante il torneo. Un milione di biglietti sono già stati venduti al pubblico. Inoltre saranno messi a disposizione più di 800.000 ingressi, fino alla fine di dicembre, per i sostenitori delle ventiquattro squadre qualificate .

LE MONDE – Il quotidiano Le Monde ha dunque intervistato il Presidente del Comitato organizzatore del torneo (Euro 2016 SAS), l’ex prefetto Jacques Lambert, che respinge fermamente l’ipotesi di annullare la manifestazione: «Porre la questione dell’annullamento di Euro 2016 significherebbe fare il gioco dei terroristi. La mia preoccupazione principale oggi è quella di offrire il massimo livello di sicurezza; se per giungere a questo dobbiamo stringere i controlli poco male. Ciò che conta per me è che la gente torni a casa sana e salva».

PREFETTO – E aggiunge: «Nel mese di settembre è stato firmato tra lo Stato e la Federazione francese di calcio un protocollo sulla sicurezza Euro 2016. Il ministero degli Interni ha ben definito le responsabilità: la sicurezza della manifestazione per quanto riguarda gli stadi, i campi base, gli alberghi delle squadre e dei componenti della UEFA spetta alla Società organizzatrice; la sicurezza intorno a questi luoghi compete allo Stato». Niente di strano non sono disposizioni molto diverse da quelle vigenti in Italia in tali occasioni.

SCHERMI – La sicurezza delle “Fans zones”, dove il pubblico può seguire le partite su schermi giganti nelle dieci città ospitanti, dovrebbe essere fornita da agenzie di sicurezza privata, reclutate dai Comuni interessati. Le collettività locali perciò saranno responsabili per la sicurezza in queste aree, capaci di accogliere dai 20.000 ai 100.000 spettatori. Secondo una direttiva del Ministero dell’Interno infine le autorità francesi chiederanno alla Commissione Ue il ripristino del controllo alle frontiere per poter sorvegliare (e respingere) i soggetti ritenuti a rischio.

Nonostante la prudenza e la diplomazia del collega francese, prefetto Lambert, non mi sembra che la reazione dell’organizzazione statale e sportiva transalpina si possa definire eccezionale, in linea con l’importanza e la risonanza dell’evento e dei rischi gravi conseguenti. Se la Francia è stata più di ogni altro Paese europeo nel mirino dei terroristi in questo 2015, ci si immagina che lo sarà ancor più nel giugno 2016, quando gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sullo Stade de France. E in quell’occasione l’apparato di sicurezza dovrà sfoggiare un’efficienza molto maggiore di quanto abbia dimostrato nelle più recenti, luttuose occasioni. Le misure preannunciate dall’ex prefetto non mi sembrano certo andare in questa direzione, tanto più che, invece che alle autorità statali, sembrerebbero in buona parte affidate a società private e collettività locali, che non credo siano in grado di garantire il massimo in tema di sicurezza. Ma i francesi, di qui a giugno, hanno sicuramente tempo per recuperare.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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