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UE, flessibilità: Bruxelles rinvia a primavera 2016 l’esame dell’Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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commissione ue

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BRUXELLES – La valutazione della flessibilità chiesta dall’Italia slitta in primavera, quando Bruxelles valuterà il prossimo programma di stabilità. La Ue valuterà se le deviazioni richieste «sono usate effettivamente per aumentare investimenti», se «esiste un piano credibile di aggiustamento» verso il pareggio e i «progressi su riforme».

La Commissione rileva in particolare che, concedere flessibilità in questo momento, sarebbe «fuori dal normale ciclo del Semestre europeo e si allontanerebbe dal processo previsto dalla comunicazione sulla flessibilità», perchè la richiesta andrebbe fatta i primi mesi dell’anno, come l’Italia già fece a febbraio con la richiesta di flessibilità per riforme. Bruxelles poi precisa che, sulla base delle previsioni economiche, l’Italia «sembra soddisfare i criteri di eleggibilità per la clausola degli investimenti», e quindi «terrà questo in considerazione nell’ambito della valutazione del prossimo programma di stabilità».

«Particolare attenzione – scrive Bruxelles – sarà dedicata a vedere se la deviazione dal cammino di aggiustamento è effettivamente usata per aumentare gli investimenti, e ai piani per riprendere l’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine (pareggio di bilancio, ndr)». La Commissione inoltre valuterà «se i progressi delle riforme sono in linea con le raccomandazioni del Consiglio». Per quanto riguarda la clausola migranti, chiesta anche da Austria, Belgio e Germania, la Commissione spiega che farà la sua valutazione finale, che comprende anche le quote concesse ad ognuno, «quando esaminerà ‘ex post’, la deviazione temporanea dagli obblighi per il 2015 e 2016».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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