Il giocatore non vuole parlare di scudetto

Fiorentina: Babacar premiato atleta dell’anno in Consiglio regionale. Giura fedeltà a Firenze e alla maglia viola

di Redazione - - Sport

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Babacar, autore della vittoria dei violaFIRENZE – E’ stato premiato atleta dell’anno di Firenze, durante la trentanovesima giornata olimpica celebrata in Consiglio regionale e lui ha giurato fedeltà alla maglia viola e a Firenze. Khouma Babacar ha affermato: ”Non parliamo di scudetto ma lavoriamo giorno per giorno, pensando ad una partita per volta. Di sicuro vogliamo tenere il primo posto fino alla fine”.

Babacar è uno degli emblema della Fiorentina che continua a guidare il campionato con l’Inter e, ricevendo il premio, ha commentato: ”E’ un importante riconoscimento che mi rende felice. Sono a Firenze ormai da 9 anni, sapere di ricevere questo premio mi ha riempito di orgoglio e lo dedico a questa città che mi ha dato la possibilità di crescere, giocare, vivere tante cose belle con la mia famiglia”. Insieme ai compagni (da oggi stanno rientrando anche tutti i nazionali), Babacar sta preparando il derby con l’Empoli in programma domenica al Franchi: obiettivo continuare la corsa, magari grazie anche ai gol del centravanti senegalese, già a quota 5 fra campionato e Europa League: ”La mia buona media-gol? Faccio quello che vuole l’allenatore: quando entro cerco di segnare e aiutare la squadra. Mi piacerebbe avere più spazio, come del resto tutti, adesso sto lavorando per farmi trovare pronto quando sarò chiamato”.

Babacar è da tempo al centro di voci di mercato, il suo nome  è accostato a molti club fra i quali anche Liverpool e Tottenham. Voci che, però, lui prontamente respinge mentre la Fiorentina continua la caccia ad un difensore (sembrano salire le quotazioni di Lisandro Lopez): ”Ho letto qualcosa al riguardo, ma io voglio restare qui. Il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ha detto di lui: ”Babacar è il simbolo di un calcio vero e pulito e un esempio di integrazione sociale, è cresciuto qui, ha fatto la sua gavetta poi è tornato in una Firenze multietnica che sa parlare al mondo”

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