Possono compromettere la reputazione online

Lavoro: assunzioni a rischio per foto e contenuti inseriti nel social network

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

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Posti di lavoro in Toscana

La ricerca di un posto di lavoro anche sui social network

MILANO – Attenti a come usate i social e i professional network: potreste aver inquinato la vostra reputazione online. Aumenta infatti il numero di reclutatori (35% rispetto ai 25,5% dello scorso anno) che dichiarano di aver escluso potenziali candidati dalla selezione in seguito alla pubblicazione di contenuti o foto improprie sui profili social. Lo rivela un’indagine Adecco Work Trends Study, giunta alla sua quinta edizione in Italia e che ha coinvolto 2.742 candidati e 143 reclutatori.

Oggi, le attività di ricerca del lavoro da parte dei candidati e di ricerca di profili professionali si svolgono per la maggior parte sul web, rispettivamente con l’80% e il 64%. In particolare, si riscontra un notevole incremento rispetto all’edizione passata, pari al 19% delle attività svolte, segno del fatto che ormai il reclutamento si compie per mezzo di strumenti digitali. Si prevede un’ulteriore crescita dell’uso dell’online per queste attività fino al 71% nel 2016.

Benché le bacheche di annunci online e le sezioni «Lavora con noi» dei siti aziendali ricoprano ancora un ruolo predominante, rispetto allo scorso anno cresce l’uso di LinkedIn e Facebook a scopo professionale. I reclutatori adoperano i social network principalmente per cercare candidati passivi (78,3%), verificare i Cv ricevuti (75,5%) e la rete del candidato (67,1%), controllare i contenuti pubblicati (57,3%) e la digital reputation (50,3%). I candidati, invece, per cercare lavoro (51%), diffondere il proprio Cv (50%) e creare o coltivare la propria rete professionale (49,2%), migliorare il proprio personal branding (46,2%) ma anche per cercare impieghi (42,8%) e controllare le pagine di potenziali datori di lavoro (47%).

A trovare lavoro grazie ai social network l’8,4% dei candidati (+1,4% rispetto al 2014). Chi cerca lavoro, inoltre, lo fa sempre più anche per mezzo dello smartphone (6 candidati su 10).

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Camillo Cipriani

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