La mobilità riguarderebbe solo poco meno di 2.000 dipendenti

Province, via ai ricollocamenti del personale (15.000 unità) ma i sindacati temono il collasso

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ministero funzione pubblica

Roma, la sede del ministero della Funzione pubblica

ROMA – Arriva la prima mappa del ministero per la Pubblica Amministrazione sui dipendenti delle Province, per cui sta cominciando il ricollocamento. I dati finora ne vedono coinvolti oltre 15mila, di cui 5.575 saranno direttamente presi in carico dalle Regioni, poco meno andranno all’Agenzia del Lavoro, mentre per altri 2.889 scatta la pensione. La mobilità riguarderebbe 1.957 persone.

SCREENING – Il ministero precisa che si tratta di uno screening iniziale, che si basa sulle informazioni comunicate da Province e Regioni entro il 2 novembre scorso, termine previsto per l’inserimento sul portale Mobilità del Governo dei dati su soprannumerari e posti liberi, così da incrociare domanda e offerta di lavoro. Al ministero risulta la partecipazione di 12 regioni a statuto ordinario su 15 (80% del totale) ed 85 enti di area vasta, che subentrano alle Province, su 86 (98,8% del totale). Inoltre, fa sapere sempre Roma, le regioni Emilia Romagna, Veneto e Marche hanno indicato di procedere direttamente al ricollocamento di tutto il personale interessato dai processi di mobilità dei rispettivi enti di area vasta.

Marianna Madia, ministro  della Pubblica amministrazione

Marianna Madia, 35 anni, ministro della Pubblica amministrazione del Governo Renzi

REGIONI – Nel dettaglio le Regioni, che assumono le funzioni non fondamentali delle ex-Province, sono pronte a ricollocare 5.575 persone. Ne resterebbero fuori, sempre considerando i dati finora arrivati, 9.610. Per oltre la metà (5.337) però sarebbe già stato individuato posto nella nuova Agenzia per il Lavoro (punto di raccordo dei centri per l’impiego). Inoltre, entro il 31 dicembre del 2016, 2.889 dipendenti delle ex-Province andranno in pensione.

UFFICI GIUDIZIARI – C’è poi lo sbocco degli uffici giudiziari (sono ora in corso le procedure per il ricollocamento di 92 persone, ma i posti in palio sono molti di più, tra i 3 e i 4 mila).

TRASFERIMENTI – Ecco che rimarrebbero 1.957 trasferimenti da gestire attraverso il ministero della Pubblica Amministrazione secondo i criteri fissati in un apposito decreto, uscito a settembre (vicinanza all’ufficio di origine, considerazione di problemi legati alla disa bilità). Poco meno di duemila quindi, di cui 744 appartengono al canale della polizia provinciale.

SINDACATI – I sindacati non condividono questo quadro ottimistico. «Rimangono ancora senza soluzione alcuni nodi sul processo di ricollocazione del personale, mentre è sempre più certo il rischio collasso per le Province che, come prevede la manovra approvata oggi in Senato, subiranno un prelievo di risorse il prossimo anno di 1,6 miliardi, dopo il miliardo elargito quest’anno». Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito ai dati sul ricollocamento dei dipendenti delle Province. Secondo i sindacati«non si ha ancora alcuna notizia certa sulla destinazione dei dipendenti ‘ricollocati’, né tanto meno del destino degli oltre mille precari in scadenza a fine anno, così come la mancanza nel monitoraggio di alcune regioni a statuto ordinario e di tutte quelle a statuto speciale nasconde seri rischi per i lavoratori coinvolti e per i servizi erogati ai cittadini». Inoltre, proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, «per quanto riguarda poi gli oltre 20 mila dipendenti che rimarranno in carico alle Province, c’è il rischio concreto che si trovino alle dipendenze di un ente al collasso e senza che questo sia in grado di garantire i servizi minimi».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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