Presente l'imam di Firenze Izzedin Elzir, presidente dell'Ucoii

Terrorismo, l’Islam d’Italia in piazza: «No alla violenza, sì alle moschee»

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura

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Manifestazione a Roma

In piazza SS. Apostoli, oggi 21 novembre a Roma, la manifestazione dei musulmani

ROMA – La condanna decisa e senza appello a ogni «forma di morte e terrorismo nel nome di Dio» è venuta oggi 21 novembre, unanime, dal mondo islamico italiano che si è ritrovato in piazza dei Santi Apostoli per la manifestazione «Not in my name» che ha riunito, malgrado la pioggia battente sulla Capitale, centinaia di persone, sia di fede islamica che non.

NO AL TERRORE IN NOME DI ALLAH – «Oggi, da questa piazza, parte un messaggio chiaro e netto: il terrorismo non può continuare a colpire ovunque in nome di Allah. Da Roma vogliamo esprimere il senso di lutto che abbraccia tutto il mondo dopo le stragi di Parigi e del Mali», ha affermato il segretario generale del Centro islamico italiano, Abdellah Redouane, intervenuto dal palco della manifestazione. Dal canto suo Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche d’Italia) e imam di Firenze, ha voluto ringraziare la piazza: «Per condividere insieme – ha detto – il ‘no’ al terrore e il ‘sì’ alla pace. Ci sentiamo – ha aggiunto – parte integrante della comunità italiana e ci sentiamo, oggi più che mai, uniti per vincere questo cancro dell’umanità ma lottando insieme sennò avranno vinto loro». L’imam Yaia Pallavicini, vicepresidente del Coreii (Comunità religiose islamiche italiane), ha spiegato: «Siamo qui per segnalare in modo chiaro e inequivocabile la nostra preoccupazione, accanto al popolo italiano, per ciò che sta avvenendo e ribadire che tutto ciò che sta avvenendo non ha senso. La comunità islamica italiana è inorridita e preoccupata».

Manifestazione Milano

Molte le donne anche al corteo di Milano

MILANO – La comunità islamica milanese e della Lombardia è scesa in piazza anche a Milano per condannare gli attacchi terroristici di Parigi e ogni forma di violenza per la manifestazione indetta dal Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, da Partecipazione e spiritualità musulmana e dai Giovani musulmani d’Italia, a cui si sono unite 87 associazioni islamiche del territorio. Appuntamento in piazza san Babila per il presidio di centinaia di persone che hanno manifestato con cartelli e slogan in mano: tra loro gente di tutte le età, famiglie con bambini con i cartelli in mano, ragazze e donne velate, soprattutto uomini. C’era anche il presidente dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner a Milano Abdel Hamid Shaari. Nei cartelli si leggeva «No alla violenza», «L’Islam è pace», «Il terrorismo non ha religione», «L’Isis non è Islam» e una citazione del Corano «Chiunque uccida un uomo è come se avesse ucciso l’intera umanità». Lo slogan più diffuso recitava: «No al terrorismo, sì alle moschee», insieme a «Non in mio nome – Not in my name», che è anche l’hashtag della manifestazione. «La nostra è una presa di posizione netta, una condanna fortissima verso i fatti di Parigi che sentiamo molto vicini come cittadini musulmani europei e italiani, geograficamente e temporalmente. Vogliamo condannare tutti i fatti di sangue e terrorismo che si sono succeduti in questo periodo» ha detto Davide Piccardo, responsabile del Caim. «Diciamo no anche a un’islamofobia che vuole indicare nei musulmani, nella comunità islamica pacifica di questo Paese, un potenziale nemico».

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Camillo Cipriani

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