Agirebbero prevalentemente (80%) in Lombardia

Terrorismo: una lista di 85 nomi sospetti segnalata all’Italia dagli esperti usa

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Combattenti dell'Isis

Combattenti dell’Isis

ROMA – Il Dipartimento del tesoro americano ha stilato una vera e propria blacklist composta da 85 nomi legati all’Italia e con cui non si può «entrare in affari» perché legati, a vario titolo, al terrorismo di matrice islamica. Costoro hanno vissuto, vivono o sono transitati negli anni nel nostro Paese. L’elenco contiene anche i nomi di aziende e soggetti segnalati anche per altre attività illecite quali il narcotraffico e la mafia. Il dossier è il frutto della collaborazione fra intelligence che, negli anni dopo l’attentato alle Torri Gemelli di New York, hanno aperto la caccia ai terroristi. E dunque, nomi, indirizzi, paesi di provenienza e alias riempiono un elenco fittissimo all’interno del quale l’Italia ha la sua parte.

REGIONI – Dall’elaborazione dei dati che riguardano gli “islamici italiani”, infatti, è emerso come l’80% di loro sia, o sia stato, residente in Lombardia, il 10 in Emilia Romagna, il 6 nel Lazio e il 4% in Campania. I paesi di origine dei segnalati sono per lo più quelli dell’area maghrebina (Tunisia, Algeria e Marocco), con un’età va dai 30 ai 50 anni e con un livello di istruzione medio-basso. L’estrazione ideologica della maggior parte di loro è jihadista di stampo salafita. Si tratta in alcuni casi di persone processate e condannate con l’accusa di terrorismo, ma ci sono anche segnalati per reati connessi come la falsificazione di documenti.

ISIS – Il 90%, inoltre, fa parte della filiera bosniaca, quella dei reduci dal conflitto dell’ex Yugoslavia degli ’90, che in Italia hanno portato l’ideologia jihadista. Alcuni dei soggetti segnalati nella lista, inoltre, sconosciuti alle cronache ma noti all’intelligence, si ritiene che ad oggi siano passati nelle fila dell’Is. Qualche nome, infatti, è presente contemporaneamente nella lista dei ricercati da Fbi e Cia e in quella del Dipartimento del tesoro. Con questi soggetti gli Usa vietano di intrattenere attività commerciali o finanziarie di alcun genere. Siamo sicuri che costoro siano sotto la lente d’ingrandimento anche della nostra intelligence.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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