La decisione della giunta regionale

Toscana, treni regionali e pendolari: biglietti e abbonamenti più cari da gennaio 2016. Aumento medio del 3%

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Disagi sui treni dei pendolari

Pendolari in Toscana: da gennaio 2016 sarà stangata per biglietti e abbonamenti

FIRENZE – Col nuovo anno, da gennaio 2016, brutta sorpresa per i viaggiatori dei treni in Toscana. La giunta regionale del governatore Enrico Rossi ha stabilito infatti che fra poco più di un mese scatterà un aumento, sia pure contenuto, delle tariffe su biglietti e abbonamenti ferroviari. Una decisione che non veniva presa dal 2012.

PENDOLARI – L’aumento sarà mediamente del 3%, il 3,46% per i biglietti. Per i pendolari, ovvero chi usa il treno tutti i giorni (o quasi) per andare a scuola o a lavoro, il ritocco sarà invece più lieve e contenuto: l’1,89% per gli abbonamenti in fascia agevolata Isee, già scontati dal 20%, e l’1 ,96% per tutti gli altri abbonamenti. Con i dovuti arrotondamenti.

ABBONAMENTI – Qualche esempio: un biglietto per una tratta fra 50 e 60 chilometri passerà da 5,9 a 6,1 euro, 20 centesimi in più. Un abbonamento mensile per la stessa distanza costerà da gennaio 83 euro contro gli attuali 81,5.

RISORSE A RISCHIO – «Pochi centesimi e qualche euro di differenza – spiega la Regione Toscana in una nota – che consentiranno di non perdere 25 milioni del Fondo nazionale trasporti. I costi nel 2015 sono infatti aumentati – anche in conseguenza della riapertura di tratte e linee come la Cecina-Saline, la Porrettana e la Siena-Grosseto – e se non cresceranno anche i ricavi il rischio è di dover rinunciare a quella quota di risorse».

LEGGE NAZIONALE – «La legge nazionale che regola la ripartizione tra le Regioni del Fondo
nazionale dei trasporti – sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Cecarelli – impone infatti la tenuta di un rapporto ben preciso tra ricavi e costi, ovvero da una parte i biglietti e gli abbonamenti venduti e dall’altra i soldi spesi per far viaggiare i treni». «Se il rapporto salta, salta
anche il premio che il governo ha destinato a chi razionalizza e rende più efficienti i servizi: un tesoretto non irrilevante, che per la Toscana vale complessivamente 42 milioni e che si sarebbe potuto ridurre di almeno 25. E con venticinque milioni in meno il ritocco ai biglietti, per mantenere le corse oggi garantite, dovrebbe diventare molto più grande».

 

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