La situazione preoccupante dell'istruzione nazionale

Lavoro: ignoranza crescente, futuro precario. Ci vuol altro che #la buona scuola

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Auguri ......

Auguri ……

Mentre Renzi e la Giannini con grande impegno si dedicano alla riforma della scuola, contestata da docenti, impiegati e studenti, ogni giorno si susseguono i segnali preoccupanti del livello d’istruzione che viene ammannito ai nostri ragazzi dalle istituzioni scolastiche. Anche a Firenze proliferano le occupazioni, per fortuna arginate con forza e buon senso dalle autorità di sicurezza, gli studi spesso non sono diretti a istradare verso la migliore attività lavorativa i ragazzi, non c’è collegamento fra scuola e mondo delle imprese e dell’artigianato per orientare meglio gli studenti verso soluzioni che prescindano dalla laurea ad ogni costo, che spesso significa disoccupazione prolungata o sottoccupazione (impieghi precari in call center, grandi magazzini ecc.).

RIFORME – Le riforme, a detta del governo, dovrebbero rimediare a quest’ultimo aspetto negativo, creando una sinergia fra scuola e mondo del lavoro che consenta ai nostri ragazzi, come accade in altri Paesi, di rendersi conto già durante il percorso scolastico delle opportunità offerte e degli impieghi e lavori disponibili. Gli sbocchi garantiti dalle professioni di medico, avvocato, notaio, magistrato, quelli reperibili con il superamento di concorsi pubblici non sono infiniti, tanto che alcune facoltà hanno da tempo adottato il numero chiuso per facilitare gli accessi finali all’attività lavorativa.

CULTURA – Ma il problema fondamentale resta lo scarso bagaglio culturale e cognitivo degli studenti. La relazione sugli studenti italiani, stilata da Save The Children solo un mese fa, rivela dati allarmanti sulle abitudini e le attitudini scolastiche e culturali degli scolari. Ciò che emerge chiaramente è che la maggioranza degli studenti risulta essere pigra e ignorante ma non solo per loro demerito.

DATI – I dati sono frutto del rapporto “Illuminiamo il futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Illuminiamo il Futuro” promossa da Save The Children; il tutto spiegato con tanto di numeri e percentuali che non ammettono appelli o ricorsi. Il 48,4% dei ragazzi italiani tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro l’anno scorso, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. Quasi il 25% dei quindicenni è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura. Il dato sulla matematica al Sud raggiunge addirittura il 44%.

Con queste basi non saranno certo le limitate innovazioni e le risicate risorse approntate dal governo a risolvere radicalmente il problema, al quale si deve porre assolutamente attenzione se si vuole che il nostro Paese non sprofondi ancor più nell’ignoranza più crassa, nonostante le tante accademie e associazioni culturali. Un esempio lampante di questa precaria situazione viene non soltanto dai numerosi errori di ortografia che i professori riscontrano perfino nelle tesi di laurea, ma anche dalle scritte e dalle iscrizioni artistiche che si leggono sui muri delle nostre città. Significativa la foto in alto, scattata nel sottopassaggio delle Cure, che ha immortalato l’eccellente cultura e la perfetta conoscenza della nostra letteratura dell’ignoto graffitaro… Che non risulta però un caso isolato, anzi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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