L'indagine di Confcommercio, Gfk, Censis

Criminalità e terrorismo: un imprenditore su tre in Italia non si sente sicuro

di Redazione - - Cronaca, Economia

Stampa Stampa
rapina in negozio

rapina in negozio

ROMA – Nonostante dichiarazioni di Alfano, le promesse di Renzi e gli stanziamenti decisi solo dopo gli eventi francesi, in Italia un’impresa su tre dichiara un peggioramento dei propri livelli di sicurezza rispetto allo scorso anno. Un dato che si accentua nelle regioni meridionali (38%) e in alcuni settori specifici come benzinai e ambulanti (40%). Questo il risultato di un’indagine condotta da Confcommercio, Gfk, Censis sulla illegalità e presentata in occasione della giornata sulla legalità. In crescita i furti (per il 57% delle imprese) e i crimini ad alta visibilità come abusivismo, contraffazione e le rapine (50% degli intervistati). Un imprenditore su dieci – si legge nella ricerca – ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsiva, in aumento di due punti percentuali rispetto al 2014. Per il 90% degli imprenditori, poi, le leggi che contrastano i fenomeni criminali sono inefficaci e la quasi totalità delle imprese (94%) è favorevole all’inasprimento delle pene e l’85% ritiene che non si scontino realmente le pene per i reati commessi.

Del resto contribuiscono a minare la sensazione di sicurezza anche fatti come la frequente incriminazione (e talvolta la condanna) di esercenti che, per difendere sé stessi od altri o i propri beni, hanno reagito alle aggressioni di malviventi. Ultimo caso di reazione ieri nel milanese, quando un gioielliere si è opposto all’assalto di tre uomini uccidendone uno, che poi è risultato un albanese ricercato per omicidio.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.