Inchiesta della procura

Prato, controlli alle ditte cinesi: tecnico della Regione indagato per concussione

di Redazione - - Cronaca

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Non bastano i controlli delle ditte cinesi a Prato

Ditte e laboratori cinesi a Prato

PRATO – Avrebbe offerto il suo silenzio su alcune irregolarità della ditta, con la possibilità di non effettuare il verbale di una multa dietro il pagamento di una somma. Per questo uno dei 50 tecnici recentemente assunti dalla Regione Toscana per portare avanti il sistema di controlli alle ditte cinesi di Prato («Progetto Prato») è indagato con l’accusa di concussione.

L’uomo è stato registrato dall’imprenditore cinese mentre gli chiedeva 500 euro. Sotto inchiesta con lui un suo collega, il cui profilo potrebbe tuttavia presto alleggerirsi in seguito all’esito dell’indagine della Procura di Prato. Il fascicolo d’inchiesta coordinato dal pm Antonio Sangermano è stato aperto proprio dopo la denuncia della vittima della concussione, l’imprenditore cinese che avrebbe ricevuto la proposta.

In un primo momento il tecnico sospettato avrebbe effettuato una multa da 1.300 euro al cinese, dicendogli che se gli avesse dato mezzo migliaio di euro lui avrebbe fatto finta di nulla e non gliene avrebbe fatta un’altra su una ulteriore irregolarità. In un secondo momento il principale indagato avrebbe anche tentato senza successo di scaricare la colpa sul suo collega, che è il secondo indagato. Oggi, nel quadro dell’inchiesta, gli uomini della Guardia di Finanza di Prato hanno eseguito una perquisizione nella sede del Dipartimento della Prevenzione dell’Asl 4.

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