L'annuncio del Mef

Ferrovie, nuovo cda: Gioia Ghezzi presidente, Renato Mazzoncini ad. Obiettivo: la privatizzazione

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Domenica a rischio sciopero sulle ferrovie toscane

ROMA – Fumata bianca per i nuovi vertici delle Ferrovie dello Stato Italiane. Dopo le dimissioni in blocco del cda, l’assemblea del gruppo, che si è riunita ieri sera, venerdì 27 novembre, ha nominato Renato Mazzoncini amministratore delegato e Gioia Ghezzi presidente. Ad annunciarlo è l’azionista, il Ministero dell’economia, in una nota che di seguito riportiamo:

“D’intesa con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha tenuto in data odierna una assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. che, a seguito della decadenza del precedente consiglio di amministrazione della Società, ha deliberato la nomina del nuovo organo amministrativo di Ferrovie nelle persone di Gioia Ghezzi (Presidente), Daniela Carosio, Giuliano Frosini, Simonetta Giordani, Federico Lovadina, Renato Mazzoncini e Wanda Ternau”, si legge nella nota. Il consiglio di amministrazione resterà in carica per il triennio 2015-2017. L’assemblea ha invitato il nuovo consiglio a nominare Renato Mazzoncini quale amministratore delegato della società con ampie deleghe operative.

E’ affidato al nuovo management, con un cda più snello ridotto da 9 a 7 membri, il compito di portare le Ferrovie all’appuntamento della privatizzazione. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva assicurato tempi brevi. Così è stato. Prima si era consumata, con le dimissione del cda, l’uscita di scena dell’ad Michele Mario Elia e del presidente Marcello Messori, ai vertici del gruppo dal maggio 2014. Una gestione segnata dalle profonde divergenze sul modello di privatizzazione da attuare. Il nome di Mazzoncini, Ad della società di trasporto su gomma Busitalia e che ha conosciuto il premier Matteo Renzi in occasione della privatizzazione dell’azienda fiorentina di tpl Ataf, era già circolato con insistenza la scorsa estate quando sembrava imminente un ribaltone al vertice della holding di Villa Patrizi. E la candidatura ha preso sempre più corpo dopo l’accelerazione impressa dal Governo la settimana scorsa per un cambio della guardia al vertice delle Fs. E’ spuntata, invece, a sorpresa la nomina alla presidenza di Gioia Ghezzi, già consigliere di amministrazione dal maggio del 2014. Che anche la poltrona di presidente di dovesse tingere di ‘rosa’, come avvenuto ai vertici di altre grandi società pubbliche, era nell’aria. Ma, nei giorni scorsi, erano circolati anche altri nomi come quello di Simonetta Giordani, anche lei nel board delle Fs.

La giornata chiude una settimana decisiva per le Ferrovie. Mentre, infatti, si intensificava il pressing del Governo per un ricambio al vertice, lunedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il Dpcm che avvia il processo di privatizzazione e che prevede la quotazione in borsa di una quota del 40% nel corso del 2016. Un’operazione, le cui modalità dovranno essere ancora definite e che, comunque, dovrà rispettare i ‘paletti’ posti dal decreto, a cominciare dalla piena maggioranza che dovrà rimanere in mano pubblica così come pubblica sarà la proprietà dell’infrastruttura ferroviaria. Ma sulla strada della privatizzazione ci sono ancora complessi nodi da sciogliere, in primis quello relativo al gestore della rete e cioè se dovrà essere scorporato o, invece, dovrà essere anch’esso quotato. Come ha sintetizzato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, illustrando il provvedimento, “se si quoterà Trenitalia o Trenitalia più una quota di Rfi scorporata, questo sarà il lavoro delle prossime settimane”. Il dpcm prevede l’alienazione di una quota della partecipazione nella società non superiore al 40%. La cessione, che potrà essere effettuata anche in più fasi, dovrà realizzarsi attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato, e a investitori istituzionali italiani e internazionali, e quotazione sul mercato azionario. Lo schema di decreto, inoltre, prevede che, per favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato forme di incentivazione.

  

 

 
 

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