Un mese di continui esborsi assottiglia le nostre finanze

Fisco: le tredicesime 2015 spariranno per pagare tasse e bollette

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Le Associazioni dei consumatori – Adusbef e Federconsumatori – denunciano che anche per questo Natale la gratifica verrà impiegata in gran parte «per pagare gli aumenti iniziati a gennaio 2015 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, Tasi, Imu seconda casa e accise. Con il risultato di ridurre dell’85,2% la tredicesima. Dei 34,4 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, resterà nelle tasche di lavoratori il 14,8%, ossia 5,2 miliardi».

Infatti in questo mese di dicembre pagheremo:

IMU E TASI –  Per vedere i primi effetti del taglio della Tasi sulla prima casa bisognerà attendere il prossimo anno. Ora il balzello sulla proprietà immobiliare resta immutato. Alla cassa il 16 dicembre sono chiamati sia coloro che devono pagare la seconda rata della Tasi sia quelli, che possedendo altri immobili, sono obbligati a versare l’Imu. In tutto il conto è di circa 4,4 miliardi. Ed entrambe le voci registrano un aumento. Le spese per l’Imu sono cresciute del 16,7%, e sono passate da 1,8 a 2 miliardi di euro. Per la seconda tranche della Tasi, l’aumento è del 10%: da 2 a 2,2 miliardi.

MUTUI – Un piccolo regalo agli italiani lo ha fatto Mario Draghi che con la manovra di allentamento monetario ha immesso liquidità nel mercato, e abbassato i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea a livelli mai raggiunti da quando è nata la moneta unica. Una politica che ha spinto al ribasso i rendimenti richiesti dalle banche e regalato tassi dei mutui più bassi. Sia per quelli con interesse fisso di nuova stipula sia per quelli variabili. Un effetto che è tradotto in un risparmio del 4,9% rispetto allo scorso anno. Gli oneri complessivi sono passati da 4,1 a 3,9 miliardi di euro. ma comunque sono oneri che vanno pagati.

BOLLETTE – Gli italiani dovranno attingere alla tredicesima per mettersi in regola con i gestori che forniscono i servizi di pubblica utilità (gas, luce, acqua), anche se il conto complessivo delle bollette è rimasto invariato rispetto quello dello scorso anno. In ogni caso infatti dai 33 miliardi complessivi erogati, ben 7,6 saranno stornati per questo fine. Insomma anche nell’anno nel quale il petrolio ha toccato il suo valore minimo (viaggia ormai da mesi tra i 40 e i 50 dollari) non ci saranno risparmi e sconti. E un bel pezzo della gratifica di Natale è già bruciato.

ASSICURAZIONI Lieve miglioramento ma conto sempre salato per gli automobilisti, molti dei quali concentrano alla fine dell’anno il pagamento dell’assicurazione per la responsabilità civile auto. La maggiore liquidità in casa sarà utilizzata per regolare i conti con le compagnie assicurative. E la spesa sarà anche quest’anno imponente. Sebbene in discesa, ma semplicemente perché la crisi e l’aumento dei costi di gestione di una macchina hanno diminuito la circolazione e dunque gli incidenti, la spesa passerà da 5,5 a 5,2 miliardi di euro con risparmio del 5,4%.

BOLLO AUTO Prima dei bagordi e delle feste occorre riporre in un cassetto una somma che varia, a seconda delle cilindrata, tra i 150 e i 400 euro, per pagare il bollo auto. Non si sfugge. La maggior parte la paga entro la fine di febbraio e quest’anno il costo complessivo per il bollo sia delle quattro sia delle due ruote è attorno a 4,1 miliardi di euro. Non ci sarà nello stesso periodo il pagamento del canone Rai, per il quale è previsto uno sconto di circa due miliardi rispetto allo scorso anno. Ma si pagherà a rate nella bolletta della luce.

IMPRESE Una piccola impresa su quattro potrebbe essere costretta a non pagare o a rimandare il saldo della tredicesima. Secondo un indagine dell’Adnkronos si attesta ancora al 24% la quota di imprenditori interpellati (il 27% l’anno scorso) che dichiara di non essere in grado di onorare il pagamento; tra questi, il 35% segnala che già l’anno scorso è stato costretto a non rispettare con puntualità l’appuntamento con la tredicesima. A pesare sulle imprese che non riescono a pagare le tredicesime, sono le tasse e le difficoltà di accesso al credito.

Dunque la rivoluzione renziana delle tasse è ancora di là da venire, e molte famiglie, per Natale, si ritroveranno con le tasche vuote. Intanto il premier, come sempre, ha già incassato  l’effetto spot. Ma in realtà nel 2016 la situazione dovrebbe migliorare, almeno lo speriamo.

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Camillo Cipriani

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