Mentre a Parigi comincia la conferenza Onu sul clima

Italia, inquinamento dell’aria: 84.400 morti in un anno. Siamo la maglia nera d’Europa

di Domenico Coviello - - Cronaca, Economia, Politica

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Smog, respirare nelle città diventa un'impresa

Smog, respirare nelle città diventa pericolo per la salute

ROMA – L’aria che respiriamo ci è indispensabile per vivere ma è ormai così devastata dallo smog da abbassare le nostre aspettative di vita facendoci morire prima del tempo. Lo testimonia il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) sui morti «prematuri» da inquinamento, reso noto oggi 30 novembre, mentre a Parigi è cominciato il vertice mondiale sul clima delle Nazioni Unite, denominato Cop21, dove i leader di 150 paesi sono chiamati a prendere decisioni storiche per bloccare il surriscaldamento del pianeta dovuto ai gas serra prodotti dall’attività dell’uomo.

ITALIA – Alla faccia del cosiddetto «Bel Paese», è purtroppo l’Italia – stando ai numeri del rapporto Aea – la nazione dell’Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita, a causa dell’inquinamento dell’aria. Si calcola che in Italia, nel 2012, siano stati 84.400 i decessi di questo tipo, su un totale di 491 mila a livello complessivo di Unione europea.

POLVERI, AZOTO, OZONO – Tre i «killer» sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm 2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello nei bassi strati dell’atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.

POLVERI SOTTILI – Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403 mila vittime nell’Ue a 28 Stati, e 432mila se si considera il complesso dei 40 Paesi europei presi in esame dallo studio. L’impatto stimato dell’esposizione al biossido di azoto e all’ozono invece è di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei.

PIANURA PADANA – L’area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo di aria, sfiorata invece da Venezia.

LE GRANDI CITTA’ – Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall’Oms – l’Organizzazione mondiale della Sanità – di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.

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Domenico Coviello

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