Fino al 31 gennaio sarà visibile

Arezzo: capolavoro del Trecento alla Casa Museo Bruschi

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura

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Madonna Sarti di Andrea di Nerio, XIV secolo

Madonna Sarti di Andrea di Nerio, XIV secolo

AREZZO – Fino al 31 gennaio al Museo Casa Bruschi ospiterà il capolavoro del maestro aretino del secolo XIV La mostra, il cui titolo è «Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo», è il primo appuntamento del ciclo «Ritorni» promosso dalla Fondazione Ivan Bruschi, con la consulenza scientifica di Carlo Sisi e curata dalla storica dell’arte Isabella Droandi. Un ciclo per promuovere il ritorno nel proprio territorio di origine di importanti opere d’arte, allontanatesi in tempi più o meno lontani.

Quella di Andrea di Nerio, rappresenta un’opera fondamentale per la storia dell’arte di Arezzo e da tempo custodita all’estero dall’antiquario Giovanni Sarti. Il dipinto raffigura la Vergine in piedi a mezzo busto, con il Bambino in braccio, su fondo oro. Andrea di Nerio è stato riconosciuto come il maestro di Spinello Aretino influenzò il linguaggio artistico proprio della scuola aretina del Trecento, in un tempo in cui si era affermata da una parte l’influenza giottesca e dall’altra la scuola fiorentina e quella senese. Da Pietro Lorenzetti a Bernardo Daddi e Maso di Banco, fino al giottesco Buffalmacco, si formò una generazione di pittori locali e anche il giovane Spinello (nato tra il 1346 e il 1352 e morto nel 1410), che divenne il più celebre e attivo pittore toscano tra la fine del secolo e l’inizio del successivo, già agli albori del Rinascimento.

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Cristina Degl'Innocenti

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