Il rapporto dell'Istituto di De Rita

Economia, anche il Censis boccia renzi: l’Italia è un paese in letargo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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PopoloROMA – Il quadro dell’Italia tracciato dal 49esimo Rapporto del Censis, appare in gran parte sconfortante, con l’apertura a qualche speranza. Per l’Istituto del prof. de Rita l’Italia di Renzi è una società in letargo esistenziale, un Paese non più capace di progettare il futuro, né di produrre interpretazioni della realtà, per cui finisce per restare prigioniero della cronaca, scandali, corruzioni, contraddittorie spinte a fronteggiarli. Si tratta di un’Italia dove crescono le disuguaglianze e gli egoismi, dove le pur apprezzabili riforme realizzate dal governo faticano a suscitare consenso, dove la crescita avviene puntando su “ciò che resta” dei grandi soggetti economici, politici e sociali che hanno indirizzato la societaà negli anni passati.

POLITICA – Quest’anno spicca il rilancio del primato della politica, “con un folto insieme di riforme di quadro e di settore, e la messa in campo di interventi tesi a incentivare propensione imprenditoriale e coinvolgimento collettivo rispetto al consolidamento della ripresa. E c’è stata la ricerca del consenso d’opinione sulle politiche avviate, per innescare nella collettività una mobilitante tensione al cambiamento”. Ma questo sforzo e’ in parte fallito.La dialettica tra società e politica è entrata in crisi: non riesce a produrre un progetto generale di sviluppo del Paese, e di conseguenza non produce una classe dirigente.

ITALIANI – Ma, nonostante la rinascita di questo primato di cui ancora non si colgono i frutti, gli italiani sono costretti ancora una volta ad arrangiarsi, facendo ricorso ai pilastri di sempre: la “saggezza popolare”, la capacità inventiva, aiutati da una composizione sociale poliedrica, lontana dagli schemi di classe e di ceto. “Esempio ne sono i giovani che vanno a lavorare all’estero o tentano la strada delle start up – è scritto nel Rapporto -. Oppure le famiglie che accrescono il proprio patrimonio e lo mettono a reddito (con l’enorme incremento dei bed&breakfast), le imprese che investono nella green economy, i borghi turistici, la silenziosa integrazione degli stranieri nella nostra quotidianità, l’intreccio tra successo gastronomico e filiera alimentare”.

ECONOMIA – È “l’Italia dello zero virgola”, annota il Censis, in cui le variazioni congiunturali degli indicatori economici sono ancora minime e continua a gonfiarsi la bolla del cash cautelativo. Gli italiani, cioè, preferiscono tenere fermi i risparmi, perché temono il futuro. D’altro canto il risparmio è ancora la scialuppa di salvataggio nel quotidiano, visto che nell’anno trascorso 3,1 milioni di famiglie hanno dovuto mettere mano ai risparmi per fronteggiare gap di reddito rispetto alle spese mensili. Riparte il mattone, come sembra segnalare il boom delle richieste di mutui (+94,3% a gennaio-ottobre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014) e si diffonde la propensione a mettere a reddito il patrimonio immobiliare: 560.000 italiani dichiarano di aver gestito una struttura ricettiva per turisti, come case vacanza o bed&breakfast, generando un fatturato stimabile in circa 6 miliardi di euro, in gran parte sommerso. In un quadro di criticità, il turismo verso l’Italia rappresenta invece un record positivo: siamo una destinazione tra le più ambite dagli stranieri, che tra il 2000 e il 2014 hanno incrementato la loro presenza del 47,2%.

Come si può notare ci sono molte ombre e poche luci. Dopo la rilevazione dell’Istat sulle previsioni di Pil (+0,7%) in calo rispetto alle aspettative, un altro colpo basso all’ottimismo professato dal premier Renzi, che anche di fronte all’evidenza del rallentamento della crescita continua a sostenere che però un avanzamento c’è stato e che le riforme funzionano.

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Camillo Cipriani

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