Ancora 6 repliche, fino al 20 dicembre

Opera di Firenze: il pubblico applaude Mehta, ma fischia Brockhaus alla prima del «Rigoletto»

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Vladimir Stoyanov (Rigoletto) nelle prove di Rigoletto © Alfredo Falvo - Contrasto

Vladimir Stoyanov (Rigoletto) durante le prove all’Opera di Firenze (foto Alfredo Falvo – Contrasto)

FIRENZE – Teatro pieno e accoglienza molto calorosa all’Opera di Firenze per Zubin Mehta alla direzione dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino nel «Rigoletto» di Giuseppe Verdi; ormai il pubblico non perde occasione per dimostrare affetto al Maestro, che oltretutto era al suo debutto italiano con la popolarissima opera di Verdi: aveva diretto l’Orchestra della RAI nella versione cinematografica girata a Mantova da Marco Bellocchio nel 2010, ma non era mai salito su un podio italiano dal vivo in una regolamentare rappresentazione teatrale. È stato evidentemente apprezzato il suo accurato lavoro di concertazione; l’orchestra ha suonato bene e bene s’è portato anche il coro maschile (fra le tinte fosche del «Rigoletto» il coro femminile, come si sa, non trova posto).

Gli applausi più calorosi al calar del sipario sono stati soprattutto per Mehta e per Julia Novikova (Gilda), le cui qualità sono emerse soprattutto a partire dall’inizio del secondo atto, con la celeberrima «Tutte le feste al tempio». Apprezzato anche il bulgaro Vladimir Stoyanov, che ha una voce non potentissima, forse un po’ troppo chiara per Rigoletto, ma che si mostra molto ben attrezzato per affrontare il non facile ruolo. Applausi pure per Anna Malavasi, sensuale Maddalena, e per Chiara Fracasso, Giovanna dalla voce particolarmente bella. Il Duca di Mantova di Ivan Magrì è stato applaudito diverse volte a scena aperta, ma ha avuto anche qualche fischio alla fine.

Nulla in confronto alla salva di contestazioni riservate al regista Henning Brockhaus non solo dalle gallerie, come da tradizione, ma perfino da una parte della platea. Ormai ci avrà fatto il callo, visto che è dal tempo del debutto dello spettacolo al Regio di Parma nel 2001 che almeno un settore del pubblico esprime vivo dissenso. A disturbare è probabilmente il sovraccarico di elementi scenici e l’eccesso di esplicitazione di quanto nel libretto è sotteso o non è previsto affatto. E dire che, a giudicare dalle vecchie foto di scena, nelle quali l’atmosfera vagamente circense, oltre che da lupanare, sembra più accentuata, e dalle recensioni allo spettacolo del 2001, dove si insisteva sulle acrobazie cui era costretto il tenore, a detrimento della resa vocale, in questa ripresa il regista deve aver un po’ alleggerito la mano. Comunque, non ha forse giovato al duetto tenore-soprano del primo atto lo svolgersi in un angusto loculo a ragguardevole altezza da terra (cameretta di Gilda con fin troppo didascalica culla), e senz’altro non ha giovato a Sparafucile l’essere costretto a piegarsi per sistemare una sedia sotto il telone alle sue spalle durante l’emissione del fa grave, sempre nel primo atto. Visto che c’era da sostituire in fretta e furia la preannunciata regia di William Friedkin, che ha defezionato a fine ottobre, forse sarebbe stato meglio ripescare quella di Graham Vick, a Firenze già collaudata, e che sarebbe probabilmente parsa al pubblico, tutto sommato, meno datata di quella prescelta.

Sia come sia, «Rigoletto» è sempre un’opera meravigliosa (giustamente nella “top five” del grande pubblico) da sentire in teatro, quando direttore, orchestra e cast funzionano; questo, complessivamente, nell’allestimento in scena a Firenze fino al 20 dicembre si verifica e, a parte l’eccessivo sbilanciamento della corte del Duca sul versante “nani e ballerine” («Ah sì, a turbare sarò vostr’orge» appare visivamente glossato con massiccia presenza di prostitute e reiterate copule sul pavimento del salone) e il sovraccarico di azioni sullo sfondo, si sente comunque che la regia è in mano a un professionista.

Repliche mercoledì 9, sabato 12, martedì 15 e venerdì 18 dicembre, ore 20; domenica 6 e domenica 20 dicembre, ore 15.30

Opera di Firenze (Piazzale Vitttorio Gui / Viale Fratelli Rosselli)

«Rigoletto». Opera in tre atti. Musica di Giuseppe Verdi. Libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma «Le Roi s’amuse» di Victor Hugo.

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, direttore Zubin Mehta, maestro del coro Lorenzo Fratini. Allestimento del Teatro Regio di Parma, regia di Henning Brockhaus. Assistente regia e movimenti coreografici: Valentina Escobar. Scene: Ezio Toffolutti. Costumi: Patricia Toffolutti. Assistente costumista: Sara Spoladore. Luci: Sergio Rossi.

Rigoletto: Vladimir Stoyanov / Ambrogio Maestri (6, 12, 18/12)
Gilda: Julia Novikova / Cristina Poulitsi (6, 12, 18/12)
Duca di Mantova: Ivan Magrì / Arturo Chacón-Cruz (6, 12, 18/12)
Sparafucile: Giorgio Giuseppini
Maddalena: Anna Malavasi
Monterone: Konstantin Gorny
Giovanna: Chiara Fracasso
Marullo: Italo Proferisce
Matteo Borsa: Luca Casalin
Conte di Ceprano: Nicolò Ceriani
Contessa di Ceprano: Sabrina Testa
Un paggio: Irene Favro
Un usciere: Vito Luciano Roberti
Figurante: Giuliano Del Taglia

 

 

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