I lavoratori degli enti di area vasta aspettano

Province, riforma in panne: i segretari dei sindacati funzione pubblica all’attacco

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa
manifestazione cgil, cisl e uil

manifestazione cgil, cisl e uil

ROMA – I tre segretari confederali dei sindacati della funzione pubblica tornano alla carica col Governo chiedendo un incontro urgente per sanare le inadempienze gravi finora registrate nel processo di riforma delle province e delle città metropolitane. E in data 3 dicembre hanno inviato una lettera ai ministri interessati:

“Nonostante la disponibilità di Anci Upi e Regioni, con i quali si è avviata un’interlocuzione, non possiamo che lamentare l’assoluta assenza di disponibilità da parte del Governo in tutta questa delicata fase. In questi mesi, non solo sono emerse diverse contraddizioni nella definizione dei processi di mobilità del personale, ma su alcuni elementi non si registrano delle reali inversioni di tendenza, che potrebbero risolvere le numerose questioni che, all’indomani dell’approvazione della scorsa legge di stabilità, abbiamo già posto.

Proviamo ad indicare alcune priorità:

SERVIZI – Ancora oggi, nonostante il Decreto 78 abbia fornito qualche elemento di aiuto al sistema, ribadiamo la necessità di risolvere i problemi sia finanziari che normativi rispetto alla prospettiva dell’avvio del nuovo sistema di politiche attive: la gestione transitoria di questi servizi adottata in vista della riforma costituzionale rischia di compromettere l’efficacia stessa delle politiche. Va affrontato il tema del convenzionamento con gli Enti Regione, elaborando una prospettiva reale anche dopo il 31 /12/2016, con certezza sulle risorse e sulle modalità di finanziamento, che parta dal potenziamento dei servizi pubblici, dalla stabilizzazione dei precari e dall’ampliamento degli organici impegnati nelle politiche attive.

POLIZIA PROVINCIALE – Nonostante l’impegno in conferenza unificata, non appare risolto nemmeno il nodo del futuro della Polizia provinciale: nel testo della legge di stabilità approvato al Senato manca lo strumento normativo in grado di consentire la salvaguardia dei corpi di polizia provinciale, la cui consistenza in termini di personale deve necessariamente essere scorporata dal taglio degli organici delle Province.

CULTURA – Nonostante la previsione dell’assorbimento da parte del Ministero dei Beni Culturali di alcuni servizi culturali finora gestiti dalle Province, mancano le garanzie per il mantenimento di quei servizi, nonché di qualsiasi strumento di assorbimento del personale realmente impiegato in tali strutture: serve un piano di riorganizzazione del sistema dei servizi culturali degli Enti locali che hanno bisogno di un sostegno congiunto sia da parte delle Regioni che del Governo.

PRECARI – Ancora oggi, in sede di discussione della legge di stabilità manca qualsiasi riferimento alla salvaguardia del personale precario: è necessario prevedere un provvedimento che consenta di prorogare i contratti di lavoro a termine in linea con quanto previsto dal Decreto legge 101/2013 con lo scopo di garantire la necessaria continuità dei servizi in una fase di profonda contrazione degli organici.

Alla luce di quanto previsto dalla legge 56/2014 e delle garanzie sul mantenimento delle condizioni salariali previste dalla legge, si pone il tema di come superare la fase transitoria dell’inquadramento del personale transitato nelle nuove Amministrazioni. Il decreto sulle tabelle di equiparazione e quello sulla mobilità potrebbero aprire un gran numero di contenziosi alla luce delle innumerevoli sperequazioni e contraddizioni presenti all’interno dei Decreti.

Infine, a complicare il tutto rimane il quadro finanziario: gli interventi sulle Province contenute nella Legge di stabilità dello scorso anno hanno già messo in difficoltà l’intero sistema dei servizi, ma ciò che potrebbe verificarsi il prossimo anno è uno stato di generale dissesto degli Enti. La Legge di stabilità, in corso di discussione, deve recuperare le risorse necessarie al mantenimento dei servizi rimasti in capo alle Province e alle Città metropolitane. Per tutte queste ragioni, e anche alla luce dei confronti avuti con il sistema delle Regioni e degli Enti locali, con la presente siamo a chiedervi l’attivazione di un tavolo di confronto unitario con tutti gli attori interessati e di cui il Governo deve essere parte attiva. L’assenza di risposte a questo ennesimo tentativo di ricondurre ad un confronto responsabile il governo di un processo così complesso, ci vedrà costretti a ricorrere a tutte le iniziative necessarie per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori interessati e garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini.”

Questo il testo sottoscritto da Rossana Dettori (FP CGIL), Giovanni Faverin (CISL FP), Giovanni Torluccio (UIL FPL), che sono da tempo in attesa di risposte da parte di Renzi e dei suoi ministri. Finita la pazienza probabilmente passeranno ad azioni più concrete ed incisive rispetto a una semplice lettera. E intanto le riforme restano al palo.

Tag:, ,

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    Quando si “riforma” soltanto per farsi notare ed apparire sempre “primi”, succede che andava meglio precedentemente.
    Speriamo che non succeda come quando facevo il militare, che “riformato” significava buono a nulla.
    Auguroni, non di Natale, altrimenti qualcuno potrebbe offendersi.

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.