Lettera dell'Ente Parco a Matteo Renzi ed Enrico Rossi

Vertice G7 del 2017 a Firenze? San Rossore si candida: «Fatelo da noi»

di Domenico Coviello - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Parco di San Rossore, tenuta regionale della Toscana

Parco di San Rossore, tenuta regionale della Toscana

PISA – L’ex tenuta presidenziale di San Rossore potrebbe diventare la sede del prossimo vertice mondiale dei primi sette Paesi industrializzati del mondo, il cosidetto G7, in programma in Italia nel 2017, mettendo definitivamente in crisi il ruolo di Firenze. Il capoluogo toscano si è infatti candidato da tempo a ospitare il summit, ma non sono ancora cominciati neppure i lavori per la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, programmati inizialmente a partire dallo scorso mese di agosto. Firenze rischia così di perdere stanziamenti straordinari per decine di milioni di euro.

LA LETTERA – In una lettera inviata al premer Matteo Renzi e al governatore toscano Enrico Rossi, l’ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli ha avanzato la candidatura. In pratica la proposta di ospitare nella tenuta il vertice in programma tra due anni, dopo averla «condivisa nei giorni scorsi con alcuni parlamentari e amministratori locali».

5 MILA ETTARI – La tenuta, già proprietà della Presidenza della Repubblica, passata nell’anno 2000 alla Regione Toscana e in gestione al Parco, non solo – si spiega nella lettera – è in grado di garantire, con «i suoi 5 mila ettari totalmente delimitati, facilmente isolabili e controllabili, le esigenze di sicurezza», ma presenta pure «numerosi vantaggi di carattere logistico, culturale, paesaggistico e ambientale». E’ un’oasi verde «distante solo pochi chilometri dalle principali infrastrutture di Pisa»: aeroporto civile e militare, stazioni, porti, vie di collegamento anche autostradali, ospedale. Ed è poco distante dalla piazza del Duomo di Pisa, sito Unesco. «Potrebbe essere il migliore biglietto da visita per l’Italia».

RISPARMIO ECONOMICO – L’organizzazione a San Rossore del G7, sostiene l’Ente Parco nella missiva, «potrebbe essere inoltre assicurata con un intervento economico decisamente inferiore a quello necessario in altre sedi, con grande beneficio in termini di immagine anche sotto questo punto di vista». Per gran parte delle strutture «indispensabili in occasione di eventi simili potrebbero infatti essere utilizzate le volumetrie già esistenti»: hanno bisogno solo di «lavori di adeguamento che, se prontamente programmati, permetterebbero di garantire il massimo successo dell’evento». Così il G7 «si caratterizzerebbe come un evento di assoluta sostenibilità ambientale e sarebbe un importante segnale dell’attenzione che il nostro Paese dedica al sistema nazionale delle aree protette».

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Domenico Coviello

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