Una settimana di blocco delle cause

Giudici di pace in sciopero: protestano contro il governo per il riconoscimento dei loro diritti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Si fermano i giudici di pace

protestano i giudici di pace

ROMA – L’Unione Nazionale dei Giudici di Pace esprime piena solidarietà nei confronti dei vice procuratori onorari e dei giudici onorari di tribunale da oggi in sciopero per l’intera settimana. “Le rivendicazioni dei colleghi magistrati onorari di Tribunali e Procure” si legge in una nota “sono sacrosante e condivise dai giudici di pace. Non è accettabile che in un Paese civile e democratico circa il 60% delle pratiche giudiziarie civili e penali sia trattato e definito da magistrati precari, con stipendi a cottimo ed irrisori, non rivalutati da 15 anni, senza tutele previdenziali, senza diritto alla salute e tutela della maternità e della famiglia, addirittura senza neppure l’assicurazione obbligatoria INAIL per infortuni sul lavoro, un diritto riconosciuto anche alle casalinghe”.

MINISTRO – “Il recente incontro avuto al ministero il 1° dicembre scorso” precisa l’Unione dei giudici di pace “pur con minime aperture da parte del Ministro Orlando, si è rilevato, al solito, assai deludente, essendo stato confermato l’inaccettabile impianto base del disegno di riforma attualmente all’esame del Senato, il quale non solo non riconosce elementari diritti, anche a tutela dell’indipendenza della funzione, quali la continuità del rapporto, le tutele previdenziali, il diritto ad un congruo compenso, fisso e commisurato all’alta funzione svolta, ma addirittura accentua la precarietà del rapporto, imponendo, nella sostanza, a magistrati onorari che per 15-20 anni hanno svolto a tempo pieno la funzione giudiziaria di trovarsi un nuovo lavoro”.

COMMISSIONE UE – L’Unione Nazionale Giudici di Pace rammenta che è stata avviata dalla Commissione Europea una procedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano per violazioni reiterate e plurime delle disposizioni comunitarie previste in materia di rapporto di lavoro a tempo determinato. “L’Italia ha il record, di certo non invidiabile, del maggior numero di procedure di infrazione avviate nei suoi confronti dall’Unione Europea. E’ quanto meno singolare, come già successo, ad esempio, nel caso dei precari della scuola o della responsabilità civile del giudice, che solo a seguito della messa in mora da parte della Commissione Europea, il governo Italiano si conformi a nozioni consolidate e fondamentali di diritto comunitario” conclude la nota.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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