Numerose proposte di tutti i partiti

Vitalizi dei parlamentari: la Camera discute la riduzione, ma sarà battaglia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa
La Camera vota

La Camera vota

ROMA – La battaglia sarà lunga viste le resistenze, ma la prima commissione della Camera, la Affari Costituzionali, comincia oggi l’esame della legge sui vitalizi. Hanno già chiesto di essere sentiti gli ex parlamentari dell’associazione guidata da Gerardo Bianco e di sicuro sarà ascoltato il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Finito il primo tracciato del percorso, poi dovrà essere scelto un testo unificato, facendo una sintesi tra le varie proposte in campo. Si voterà in commissione e già lì si vedranno gli schieramenti in merito al provvedimento che poi dovrà essere calendarizzato in aula.

PROPOSTE – Renzi ebbe a definire, nel maggio scorso a Porta a Porta , la questione «una battaglia sacrosanta che si scontra con il principio del diritto acquisito». Esistono in merito diverse proposte di legge, due del Pd, due della Lega, altre dei grillini o di renziani come Matteo Richetti. Tutte alla fine potrebbero produrre una decurtazione degli assegni per gli ex deputati o per quelli eletti prima del 2013, con due o tre legislature, ai quali verrebbe ricalcolata la pensione col contributivo. Senza privilegi e senza contare i diritti acquisiti che faranno di certo scattare una pletora di ricorsi. Il presidente della Commissione, Andrea Mazziotti di Scelta civica, vorrebbe introdurre anche il principio costituzionale che non sono tutelati dalla Costituzione vitalizi e trattamenti previdenziali che non siano proporzionali alla durata del mandato e ai contributi versati. «La ragione per mettere una norma sui vitalizi in costituzione è di stroncare sul nascere eventuali ricorsi basati sulla teoria dei diritti acquisiti, che doveva servire a proteggere i deboli e viene invece usata per tutelare dei privilegi».

RIDUZIONE – La sintesi delle varie proposte produrrebbe in sostanza un calo delle pensioni degli ex parlamentari di parecchie migliaia di euro a seconda delle anzianità e una diminuzione degli assegni futuri per chi ha due o tre legislature, visto che dal 2012 il regime dei vitalizi è cambiato per i nuovi eletti, fatti salvi i calcoli sul passato. Il governo avrebbe fatto capire che non si metterà di traverso. Sul punto dei diritti acquisiti, il relatore Matteo Richetti è fiducioso: «Fino ad oggi si è proceduto con modifiche dell’ufficio di presidenza della Camera ed è stato facile per chi ha fatto ricorso avere ragione, ma diverso è quando si procede con legge ordinaria riconoscendo i versamenti dei contributi: la via del ricalcolo ci avvicina alla Costituzione dove si dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge».

BIANCO – Ma già Gerardo Bianco, presidente degli ex parlamentari, ha annunciato battaglia. In un’intervista al Tempo si è scagliato contro le proposte di Tito Boeri, che invocava appunto una riduzione dei vitalizi, affermando che “per gli assegni dei parlamentari ‘pensionati’ siamo arrivati al 60% di tassazione, non poco dunque.” E invitando il presidente dell’Inps a occuparsi piuttosto delle tante magagne dell’Istituto.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    La somma dei vitalizi,pensioni ed altri redditi,secondo l’articolo 53 della Costituzione, devono essere sottoposti a progressività! Ripristinando le aliquote Irpef della legge delega 825/71 che partivano da un minimo del 10% e si fermavano ad un massimo del 72% avremo già ridotto sia le pensioni d’oro sia i vitalizi sia tutti i redditi comunque conseguiti e la Consulta non avrà che da applaudire perchè il parlamento ha applicato la Costituzione nei suoi articoli 3 e 53!

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.