Dopo 8 anni di indagini e processi

Alberto Stasi, Cassazione: condanna definitiva a 16 anni. Tutte le tappe del giallo di Garlasco

di Paolo Padoin - - Cronaca

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Alberto Stasi è già in carcere, a Bollate nel Milanese

Alberto Stasi è già in carcere, a Bollate nel Milanese

MILANO – Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il giovane si è costituito ed è stato immatricolato oggi 12 dicembre nel carcere di Bollate, nel Milanese. La Corte di  Cassazione ha confermato definitivamente questa mattina la condanna a 16 anni per Stasi, fidanzato di Chiara, pena inflitta dalla corte d’appello di rinvio di Milano. La conferma della condanna per Alberto Stasi mette la parola «fine» al cosiddetto giallo di Garlasco, una vicenda durata oltre 8 anni.

13 AGOSTO 2007 – Chiara Poggi viene uccisa nella sua villa in via Pascoli, a Garlasco (Pavia). Il suo fidanzato Alberto Stasi, laureando alla Bocconi, dà l’allarme dicendo di aver trovato il corpo senza vita riverso sulle scale della cantina con il cranio fracassato.

20 AGOSTO – Stasi riceve un avviso di garanzia per omicidio volontario. La sua casa è perquisita. I carabinieri sequestrano tre auto, tra cui la sua Golf, due biciclette e vari attrezzi.

13 SETTEMBRE – Stasi cambia difensori. Il professor Angelo Giarda e i fratelli Colli sostituiscono Giovanni ed Eleonora Lucido.

24 SETTEMBRE – Il pm decide il fermo di Alberto. Sui pedali di una bici sono state trovate tracce di Dna compatibile con quello di Chiara: per i Ris è sangue della ragazza, per la difesa può essere sudore o saliva.

28 SETTEMBRE – Dopo quattro giorni in carcere a Vigevano, il gip non convalida il fermo e rimette in libertà Stasi. Non ci sono prove sufficienti per giustificare un arresto.

5 NOVEMBRE – Depositato l’esito dell’autopsia. Chiara è stata uccisa tra le 11 e le 11.30, con un oggetto appuntito. Tra i 10 e 15 i colpi inferti. L’ultimo, alla nuca, è stato mortale.

Chiara Poggi, massacrata il 13 agosto 2007

Chiara Poggi, massacrata il 13 agosto 2007

20 DICEMBRE – Stasi è indagato anche per detenzione di materiale pedopornografico trovato nel suo pc, vicenda per cui sarà assolto definitivamente lo scorso gennaio.

3 NOVEMBRE 2008 – Il pm Rosa Muscio chiede il rinvio a giudizio di Alberto Stasi per l’omicidio della fidanzata.

23 FEBBRAIO 2009 – Davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli si apre l’udienza preliminare e circa un mese dopo Stasi chiede il rito abbreviato.

9 APRILE 2009 – Comincia il processo con rito abbreviato. Il pm Rosa Muscio, affiancata dal collega Claudio Michelucci, chiede al gup Stefano Vitelli la condanna di Stasi a 30 anni. Per la difesa Stasi è innocente e va assolto.

30 APRILE 2009 – Il gup non emette sentenza, ma esce dalla camera di consiglio con un’ordinanza con cui dispone una superperizia medico-legale ed altri accertamenti peritali chiedendo, tra l’altro, verifiche sul pc di Stasi, sul percorso compiuto dal giovane nella villetta di Garlasco quando trovò il corpo di Chiara e sull’orario della morte.

17 DICEMBRE 2009 – Stasi viene assolto. Il gup ritiene il quadro istruttorio, come ha scritto nelle motivazioni, «contraddittorio e altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell’imputato».

8 NOVEMBRE 2011 – Parte a Milano il processo d’appello. Il pg Laura Barbaini chiede 30 anni di carcere per Stasi, la parte civile che venga riconosciuta la sua responsabilità e il risarcimento di 10 milioni di euro, mentre la difesa punta ancora sulla mancanza di prove.

6 DICEMBRE 2011 – Stasi viene di nuovo assolto dalla Corte d’Assise d’appello secondo la quale «la decisione di primo grado è immune da vizi e merita di essere confermata».

18 APRILE 2013 – La Cassazione annulla il processo di secondo grado e rinvia gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, perché ricelebri il dibattimento. Per gli ermellini, nel giudizio di secondo grado erano stati svalutati gli indizi contro Stasi e andavano effettuati, come era stato chiesto dalla parte civile e dal pg, una serie di approfondimenti istruttori. E dunque propongono un integrazione probatoria.

30 APRILE 2014 – La prima Corte d’Assise d’Appello dispone la riapertura del caso con un’integrazione dell’istruttoria dibattimentale e nuovi esami e perizie. Tra questi la ripetizione della sperimentazione della camminata di Alberto che viene completata a due gradini e alla zona antistante la scala della abitazione dei Poggi. Viene, tra l’altro, sequestrata la bici nera da donna nella disponibilità degli Stasi.

24 NOVEMBRE 2014 – Il pg di Milano Laura Barbaini chiede 30 anni di carcere per Stasi ritenendolo colpevole dell’omicidio e contestando l’aggravante della crudeltà.

17 DICEMBRE 2014 – Alberto Stasi è condannato a 16 anni di reclusione dalla corte d’Assise d’Appello di Milano nel processo d’appello bis.

30 APRILE 2015 – Doppio ricorso in Cassazione contro la condanna a 16 anni di carcere per Stasi: a impugnare la sentenza da un lato la difesa che ha chiesto di cancellare il verdetto dello scorso dicembre della Corte d’Assise d’Appello di Milano, dall’altro il pg Laura Barbaini che ha invece chiesto di riconoscere l’aggravante della crudeltà esclusa dai giudici di secondo grado.

12 DICEMBRE 2015 – Il verdetto definitivo della Corte di Cassazione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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