Saviano e la minoranza contestano

Firenze, Leopolda 2015: appena aperta infuriano le polemiche su Renzi e la Boschi (assente)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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FIRENZE – Aprendo la Leopolda Renzi ha detto che non ci saranno nomi famosi: «La Leopolda non cerca effetti speciali. Magari qualcuno diventa famoso dopo la Leopolda, ma questa è un’altra storia», e ha presentato sul palco il sindaco di Ercolano Coro Bonaiuto e la consigliera dell’Emilia Romagna Ottavia Soncini. «In questo anno, quando prendevo delle scelte che potevano sollevare polemiche, dalla finale Pennetta-Vinci alle grandi sfide internazionali – ha continuato Renzi – ho pensato spesso a quello che avrei detto per giustificare certe scelte di fronte al popolo della Leopolda. Senza Leopolda non sarei a Palazzo Chigi. Ma la Leopolda non è un’esperienza del passato, un ricordino: non siamo una rimpatriata di reduci ma un gruppo di persone che hanno voglia di cambiare l’Italia».

MINISTRI – Oggi, sabato 12 dicembre, ci saranno i ministri in question time e – spiega Renzi – «la consueta sfilata di persone speciali, che non sono vip ma persone che si impegnano nella quotidianità. Domenica il finale». «Tengo molto al profilo culturale e anche alla nostra sana autoironia (faremo il referendum sulle cose migliori e peggiori fatte dal governo ma anche sulle prime pagine più ridicole che ci hanno riguardato in questi mesi). La Leopolda è fatta da persone che credono molto in quello che fanno ma sanno vivere con leggerezza le proprie responsabilità, senza prendersi troppo sul serio».

PD – Il Pd arriva alla Leopolda diviso e l’assenza di Bersani (e della minoranza) lo confermano. «Mi dispiace un po’ che non ci siano – spiega il ministro dei Trasporti Delrio in collegamento dalla Leopolda con Otto e mezzo su La7 – perché la Leopolda è uno strumento di confronto. È una piazza aperta a tutti e chi non c’è perde un’occasione». Il commento di Bersani spazza via ogni dubbio sulla posizione della minoranza dem: “è un’iniziativa del governo? Non so. Va tutto bene, basta che ci siano anche dei posti nei quali si possa discutere politicamente. Un partito ha bisogno di respirare con tutti i suoi polmoni, ha bisogno di luoghi nei quali si possa discutere apertamente. Il fatto che uno organizzi le cose con le bandiere del Pd non vuol dire che lo fa al chiuso”.

NARDELLA – In mattinata un intervento del sindaco Dario Nardella aveva acceso il confronto tra le due anime Dem. Il sindaco fiorentino evocava in un’intervista al Corsera il Partito della Nazione tanto inviso alla minoranza Pd, parlando dello schema destra-sinistra come di un paradigma “superato” e auspicando un partito “capace di parlare a tutti”. Parole che avevano innescato la violenta reazione della minoranza. Le parole di Nardella sono “sconfortanti, Renzi deve chiarire se ritiene il Pd ancora come uno strumento per il futuro”, sottolinea Sergio Lo Giudice. “La Leopolda non diventi il congresso fondativo del Partito della Nazione”, incalza Federico Fornaro. “Sono fra quanti ritengono che Renzi, una volta eletto segretario e dopo esser stato nominato premier, avrebbe dovuto interrompere l’esperienza della Leopolda”, azzarda Miguel Gotor definendo la sesta edizione della kermesse fiorentina come “un’iniziativa di corrente”.

SAVIANO – Un’altra polemica infuocata era stata accesa da Roberto Saviano il quale, su facebook, scrive che Boschi “dissimula il conflitto di interessi, legato al decreto salva banche, con la sua formale assenza al Consiglio dei Ministri che ha varato il provvedimento. E se non ci fosse stata la tragedia del pensionato suicida, tutto sarebbe rimasto legato alla sfera economica e non si sarebbe mai parlato di opportunità politica”. Il conflitto di interessi sarebbe legato al ruolo del papà del ministro, Pier Luigi Boschi, che per otto mesi è stato vicepresidente della Banca Etruria. Ieri la Boschi (trattenuta a Roma e quindi per ora assente) aveva difeso la correttezza dell’operato del governo e l’onestà del padre. Anche per questo fonti parlamentari descrivono un Matteo Renzi irritato per le parole di Saviano.

In un primo momento il premier avrebbe dato l’indicazione di non replicare, anche per non alimentare la polemica. Poi, in serata, la scelta di far rispondere a tono il partito. “Il governo ha fatto un provvedimento tempestivo che ha tutelato correntisti e posti di lavoro”, dice il vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini, entrando alla Leopolda. Poi, riferendosi alle parole di Saviano: “Introdurre elementi di questo tipo non serve ad affrontare la questione come va affrontata, con equilibrio”. Ancora più esplicito il ministro Graziano Delrio che parla di “strumentalizzazione inaccettabile”. Il caso, afferma, “non riguarda un parente, ma il sistema bancario. Qui non c’è conflitto di interessi”.

Non bastasse questo domani ci penseranno i dipendenti dell’Ataf, in sciopero proprio nel giorno della Leopolda, a movimentare ancor più l’atmosfera.

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Camillo Cipriani

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