Controllo e accoglienza dei profughi

Unione Europea, migranti in arrivo: nasce la Guardia di frontiera

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Migranti attraversano la Slovenia

Migranti in arrivo attraversano la Slovenia

BRUXELLES – Dopo dieci anni di attività Frontex, l’Agenzia dell’Unione europea per il controllo delle frontiere, ha terminato il suo compito (senza infamia e senza lode). E Bruxelles vara la nuova Guardia di frontiera europea, che il commissario europeo all’Immigrazione, Dimitri Avramopoulos, presenta così: «II corpo soccorrerà i migranti trasportandoli negli hotspot».

STRASBURGO – La Commissione europea (l’«Esecutivo» dell’Unione) presenterà l’iniziativa a Strasburgo martedì prossimo 15 dicembre. Il nuovo corpo, che sarà alimentato da guardie di frontiera provenienti dagli stati membri, è pensato per intervenire nelle emergenze, in tutti quei casi in cui le forze di polizia di un paese non siano in grado di far fronte ad arrivi in massa di migranti ai propri confini. Non potrà però agire autonomamente, ma solo su richiesta del Paese interessato.

GUARDIA DI FONTIERA – L’idea di una guardia di frontiera e guardia costiera europea è nata a settembre scorso, durante uno dei tanti vertici sulla crisi dei migranti, quando centinaia di migliaia di profughi attraverso la rotta balcanica si dirigevano principalmente in Germania e Svezia. Il progetto è parte del piano pensato dall’Ue, che conta di realizzarlo nel giro di un anno e di cui fanno parte anche i finanziamenti alla Siria e alla Turchia (già stanziati) e la revisione del regolamento di Dublino.

COMPITI – Resta da vedere quali saranno i compiti della nuova Frontex. Probabilmente quello di raccogliere in mare i migranti portandoli in salvo direttamente negli hotspot in via di realizzazione in Italia e Grecia, dove personale di Frontex e dell’Easo, Ufficio europeo per il diritto di asilo, dovrebbero operare per identificare quanti sbarcano dividendoli tra richiedenti asilo e migranti economici.

COMMISSARIO – «Creiamo un’agenzia di polizia e di guardia costiera europea comune per difendere le frontiere e offrire allo stesso tempo sostegno ai migranti – ha spiegato il commissario Avramopoulos intervenendo alla Conferenza sul Mediterraneo in corso a Roma -, con un mandato di ricerca e salvataggio, e collegati agli hotspot da gestire come punti di ingresso, in modo tale che nessuno entri senza rispettare le nostre leggi e le nostre norme». Una risposta alle pressioni di quei paesi, che – a partire dal gruppo di Visegrad ma non solo – innalzano muri e ripristinano i controlli alle frontiere pur di fermare i migranti, mettendo così a rischio la stessa sopravvivenza delle normative sulla libera circolazione delle persone nell’Unione, che si basano sul trattato di Schengen.

SICUREZZA – La sicurezza dei confini fa parte di quelle materie di esclusiva competenza degli Stati molti del quali non gradirebbero eventuali interferenze da parte di Bruxelles. Proprio per questo fonti diplomatiche europee ventilavano l’ipotesi, a quanto pare voluta soprattutto da Germania e Francia, di poter «imporre» l’invio delle guardie di frontiera anche ai paesi riluttanti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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